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I commercialisti nel futuro

I commercialisti nel futuro
Gennaio 26
12:03 2020

Quale sarà il futuro per la professione dei Commercialisti? Ad interrogarsi sono i diretti interessati che provano a darsi delle risposte attraverso studi e riflessioni favoriti dall’Ordine di categoria. È il caso dell’iniziativa promossa dall’Odcec di Ragusa che venerdì scorso ha tenuto un incontro sul tema coinvolgendo importanti esperti del settore. Con le relazioni di Nicola La Barbera e Francesco Renne, il primo della Fondazione nazionale dei Commercialisti il secondo Consigliere dell’Odcec di Varese, del past president dell’Ordine di Ragusa, Daniele Manenti e delle rappresentanti dei sindacati di categoria presenti a Ragusa, Maria La Raffa, presidente dell’Ugdc, e Rosa Anna Paolino, dell’Anc (per la quale ha portato i saluti la segretaria dell’Associazione Sonia Mallia), si è parlato delle prospettive per la categoria, partendo dallo status quo. Oggi, come tanti altri settori, anche quello dei Commercialisti è un mondo in continua evoluzione che viaggia, sostanzialmente, a due velocità, con un divario ancora netto tra Nord e Sud. “Dobbiamo paragonare – ha detto La Barbera- il nostro mondo a quello dei Medici, il ruolo del medico di base non è come lo era tempo fa, i pazienti ci vanno meno, preferendo rivolgersi ai specialisti. Noi non possiamo essere tutti “commercialisti di base”, dobbiamo specializzarci e farlo in maniera seria e professionale”.  Esistono ormai almeno dieci rami di specializzazione, frutto anche delle nuove normative sulla crisi d’impresa e di un mondo del commercio completamente mutato rispetto al passato. Il commercio online ha già cambiato le regole del gioco, i centri storici si svuotano appannaggio degli store online, servono quindi competenze nuove e qualificate. “Noi Commercialisti- ha affermato il presidente dell’Odcec di Ragusa, Maurizio Attinelli- dobbiamo necessariamente essere protagonisti di questo cambiamento, vogliamo essere al fianco delle imprese per aiutarle a superare questo momento difficile di transizione. Il nostro Ordine si è attrezzato sia attraverso le Commissioni di studio sia attraverso la costituzione di appositi organismi per arginare la crisi e dare supporto per il potenziamento delle aziende. Dobbiamo essere la cerniera tra il mondo dell’impresa e il mondo finanziario”.

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