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Via dal Distretto del Sud Est ma loro continuano a metterci dentro

Via dal Distretto del Sud Est ma loro continuano a metterci dentro
novembre 29
13:42 2019

Non voglio esprimere pubblicamente il mio pensiero in merito all’utilità dei Distretti Turistici anche se ne ho fatto parte, attivamente, nel passato. Ma devo dire che, proprio quello del Sud Est, ha sempre occupato un posto poco importante nei mie ricordi.  Infatti ai tempi, e  parlo di tanti anni fa, ho partecipato come rappresentante del Comune di Ragusa e dell’AAPIT, ad alcune riunioni a Siracusa e a Noto e mi è sembrato, allora come ora, un’ esperienza confusa e poco utile per il turismo e la cultura. Le proposte di finanziamento  scelte poi dal comitato scientifico risultarono  fantasiose e poco rispondenti alle reali necessità dell’area iblea. Certo potevo sbagliarmi ma ora sono in grado di dire con certezza e con carte alla mano  che avevo ragione. Infatti alcuni documenti  ufficiali mi confermano i dubbi palesati. Faccio riferimento, ad  esempio,  alla delibera  n. 140 del 3 marzo 2016 della giunta presieduta dal sindaco Piccitto, (e tutti sanno che non avevo simpatia per quel primo cittadino), che proponeva al Consiglio Comunale di recedere dalla partecipazione al Distretto del Sud Est. In data 21 aprile dello stesso anno il consiglio comunale approvava la proposta di recedere definitivamente dal Distretto del Sud Est con una motivazione forte ma, direi, puntuale. Nella delibera infatti si legge che il “distretto  culturale del SudEst non costituisce la soluzione idonea ad attuare strategie capaci di incidere strategicamente  e concretamente sullo sviluppo turistico del territorio”.
Quindi Ragusa è fuori dal Distretto culturale del Sud Est dall’aprile del 2016.

Ciò premesso, non essendo a conoscenza di nuove adesioni o altre azioni di riconoscimento da parte del comune di Ragusa, non riesco a capire perchè il sindaco Cassì e la sua giunta  si intestardisca a collaborare con quell’organismo autoreferenziale e al servizio di un paio di personalità politiche impegnate in prossime campagne elettorali o. Lo dico perchè assistiamo, da oltre un anno, da parte del Comune ibleo, sia ad interventi economici che ad appoggi politici  destinati al distretto culturale del Sud Est. Nell’incontro di qualche giorno fa è stato reso il loro obiettivo momentaneo. L’intento è quello di rimettere in piedi una strana macchina da guerra, guidata da organizzazioni note ai palazzi palermitani e protagoniste di alcune confuse imprese culturali, incaricata di inventare, per  la modica somma di un milione di euro, un piano di gestione per ben 3 siti Unesco. Prima di tutto,  dobbiamo dire che i 3 siti sono assolutamente diversi tra loro per consistenza, tipologia culturale e fruizione. Ad esempio la Villa del Casale e il parco archeologico di Siracusa sono facilmente individuabili, godendo già di grande visibilità e pubblicità, e sono visitabili con ingressi a pagamento.
Le 8 città inserite nell’Unesco per le facciate tardo barocche, invece,  si trovano in territorio vasto, non omogeneo. non collegato facilmente e si visitano liberamente senza orari o biglietti d’ingresso. Una eventuale azione promozionale  dovrebbe prevedere un’azione unica che mettesse in evidenza tali caratteristiche sia architettoniche che temporali. Dispiace quindi che gli emissari del Sindaco Cassì, all’ incontro siracusano, non siano stati in grado di evidenziare almeno 2 passaggi essenziali. E cioè: Ragusa non fa parte del distretto (e per favore non continuate a metterci dentro per ogni azione  che vi inventate)  e poi: come si può creare un contesto univoco con tali e tanto diverse tipologie di beni da promuovere?. A meno che non si parli solo di mera area geografica (appunto SudEst)   e non credo che questo possa giustificare il milione di euro. Insomma siamo tornati ai vecchi tempi quando organizzazioni che millantavano crediti all’interno dei citati palazzi palermitani ( e la magistratura è spesso intervenuta) cercavano di accaparrasi finanziamenti per azioni  locali. A proposito mi chiedo dove sia finito  il piano di gestione dei siti Unesco della Val di Noto del 2001? Quello che si dovrebbe rivedere? Il Comune di Ragusa ne ha conoscenza? Ne ha almeno una fotocopia?  Sarebbe interessante saperne di più. Perchè su questa storia dei piani di gestione allora qualcuno fece il furbo!!!.

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