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Sicindustria fa il punto sulla Provincia di Ragusa

Sicindustria fa il punto sulla Provincia di Ragusa
ottobre 01
08:08 2019

Il presidente Leonardo Licitra ha inviato una nota nella quale viene fotografata la situazione nella nostra provincia per quanto riguarda lo sviluppo nei vari settori con un focus particolare per l’ìndustria e le aree ad essa dedicate.

La Provincia di Ragusa, dice Licitra, è un esempio di coesistenza equilibrata e sinergica fra i vari macro-settori
economici: primario, con agricoltura, produzione ortofrutticola e floricola; secondario, con industria
manifatturiera, industria estrattiva, produzione di energia e costruzioni; terziario, con servizi,
commercio, credito e turismo.
Coesistono anche due settori molto diversi, come quello estrattivo e il turismo. Il primo, più di altre
aree siciliane, ha potuto disporre di risorse minerarie che hanno trasformato il territorio ibleo da
esportatore di pietra asfaltica a produttore di petrolio e forse, in un futuro prossimo, di gas naturale.
Il secondo vanta un patrimonio naturalistico e storico-culturale tra i più antichi in Sicilia, e le
estrazioni petrolifere non hanno impedito l’iscrizione alla World Heritage List dell’Unesco.
Negli insediamenti industriali – Ragusa e Modica-Pozzallo – convivono importanti aziende
produttive, dei servizi e del commercio, ma si registra un crescente stato di abbandono: strade
dissestate, illuminazione assente, marciapiedi impraticabili, mancano fibra ottica e
videosorveglianza. Eppure, le imprese sostengono parte degli oneri di gestione delle infrastrutture
mediante il gettito fiscale versato ai Comuni e, da un anno, la Regione ha legiferato sul
trasferimento di strade e pertinenze ai Comuni di competenza.
Da alcune settimane, si sta lavorando per superare le criticità della legge istitutiva dell’IRSAP,
l’ente regionale di promozione delle Aree industriali, che sostituisce i Consorzi ASI. Sicindustria
Ragusa, con un’azione di sintesi svolta dalla Presidenza Licitra, di concerto con le altre delegazioni
territoriali, porta avanti un’iniziativa di stimolo per sbloccare l’impasse prima possibile.
Anche i Comuni saranno sensibilizzati in merito all’importanza della gestione infrastrutturale delle
Aree industriali: il progetto strategico iniziale, infatti, attribuiva alla Regione il compito di
promotrice e agli Enti Locali quello di gestione delle Aree.
Le Aree Industriali rappresentano un “biglietto da visita” per le Imprese che vi operano, ma anche
una primaria “porta di accesso” ai centri urbani dei Comuni in cui insistono. Centinaia di lavoratori
e decine di imprenditori, a Ragusa come a Modica-Pozzallo, trascorrono buona parte delle loro
giornate nelle aziende. Decoro e sicurezza delle Aree sono condizione essenziale per far crescere le
imprese e la ricchezza che esse producono per il territorio. Non sarebbe strano, pertanto, se i
Comuni destinassero una quota del prelievo fiscale raccolto dalle Imprese alla gestione delle Aree
industriali.
Condizione fondamentale dello sviluppo sono anche le infrastrutture di collegamento.
La Camera di Commercio del Sud-Est è chiamata a farsi promotrice di una strategia di rete, che
porti a realizzare un sistema aeroportuale della Sicilia Orientale, con Catania e Comiso integrati in
un’unica infrastruttura affidata alla gestione dei privati.
Il Governo Nazionale dovrà affrontare l’iter del raddoppio della Ragusa-Catania e riconsiderare il
Progetto di Finanza perché la nuova paventata impostazione “a totale carico pubblico”, con
l’indeterminatezza delle fonti economico-finanziarie e delle procedure burocratiche, mette a rischio
i 366 MEuro disponibili, già appostati per l’opera.
Si può sperare, piuttosto, nella conclusione dei lavori per l’Autostrada Siracusa-Gela (lotti 6,7,8),
mentre il Porto di Pozzallo – unicum in Sicilia per la tracciabilità all’importazione di alimenti di origine non animale – può svolgere un ruolo coerente con una programmazione di area vasta, dentro
un’ipotesi di Aree ZES che unisca le forze con un criterio di complementarietà.
L’auspicio è allora quello che si possa definire un patto fra le istituzioni chiamate in causa e le
imprese della Provincia, fondato sulla pratica di un maggiore senso istituzionale, su un maggior
riconoscimento nei confronti di chi produce ricchezza per il bene di tutti e su una condivisione delle
scelte cui le imprese e le loro organizzazioni, specie quelle del manifatturiero, non possono
rimanere estranee. Un auspicio che è anche una sfida.

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