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Gli anemici pomodori olandesi

Gli anemici pomodori olandesi
agosto 16
08:33 2019

Ciccio Aiello critica una trasmissione di Piero Angela incentrata sulle colture in serra materia nella quale l’ex sindaco è sempre stato ferrato dovendo combattere contro molte difficoltà ambientali e sociali. Ci invia quindi una nota che dopo i complimenti per il grande giornalista e ricercatore   non nasconde una critica che vi riportiamo.

Mi ha colpito, e non poco, il suo accenno, in un contesto molto diverso, alla serricoltura europea e siciliana. Da una parte egli pone la scienza, dall’altro il caporalato, a delimitare mondi diversi, a distinguere fra Nord Europa, sviluppato, e Sud Italia arcaico e perdente.

Mi sorprende che la citata differenza sia stata poi estesa automaticamente alla qualita’ dei prodotti, in Olanda biologici, in Sicilia invece arcaicamente contadini e tradizionali.
Non ho capito la congruita’ del paragone in un contesto dove si fanno considerazioni di natura culturale e politica generali.

Ma stando al confronto non credo si possa prescindere dalla conoscenza dei processi storici concreti che differenziano i due Paesi, l’Olanda e l’Italia, anche nel governo dell’Agricoltura. Fare confronti e’ azzardato. Storie diverse, condizioni diverse, di natura generale e specifica, gruppi imprenditoriali diversi, maturi in Olanda, braccianti agricoli in Sicilia. Stati e storie diverse: ma il miracolo non fu quello olandese, Paese di antiche tradizioni imprenditoriali, ma quello siciliano, dove contadini poveri e braccianti, da soli e senza santi, hanno creato una agricoltura nuova, con materiali poveri, sostenuti solo dalla loro volonta’ di lavoro e di riscatto, che per 70 anni ha portato benessere in tutta la Sicilia. Ora le politiche del Nord Europa ci hanno sconvolto e corroso, e il gap scientifico e tecnologico ha fatto la sua parte; e cosi’ le mafie e l’omerta’, l’assenza dello Stato e l’incompetenza dei Governi, hanno fatto il resto.

Gli Olandesi usavano il metano per riscaldare le loro serre industriali, gia’ 40 anni fa. Erano capaci tuttavia, ieri come oggi, di produrre 100 e commercializzare trasversalmente 1000 volte di piu’, prodotti provenienti da altri Paesi.
Loro hanno dovuto superare con la tecnologia e gli aiuti un deficit decisivo: la mancanza di energia del Sole.

Gia’ il sole, che a loro manca. A loro e ai loro anemici pomodorini, insapidi e privi dell’energia naturale necessaria. Che invece la Natura concesse a queste plaghe della Sicilia.

Raccogliendo le sue considerazioni critiche , vorrei tuttavia richiamare la sua attenzione su quella grande epopea siciliana, che fu la nascita in Sicilia di una nuova agricoltura, che non e’ ancora finita. In Sicilia e’ insediato il polo floricolo piu’ importante d’ Europa e, non a caso.

Cio’ e’ dovuto innanzi tutto alle condizioni del comparto e alla capacita imprenditoriale di introdurre innovazioni nel comparto con politiche appropriate della Regione: l’uso di energia, aggiuntiva rispetto a quella solare, ed ecocompatibile, il metano soprattutto, e la gestione informatica del processo produttivo.
Questi lavoratori, contadini imprenditori, chiamateli come volete, hanno dovuto sostenere l’asperita’ di una politica agraria fatta su misura degli Olandesi e del Nord d’Europa, subire l’assenza desolante e persistente dello Stato italiano, che non ha mai disposto adeguati e innovativi interventi a favore della serricoltura italiana e siciliana, patire per decenni la presenza di mafie in tutta la filiera agroalimentare: mafie pervasive che assediano i produttori e l’intera filiera agroalimentare.
Nonostante cio’ la gran parte di questi serricoltori lavorano ancora con tenacia nelle loro aziende, resistono, ormai decimati dalle politiche agrarie micidiali messe in atto dall’ Europa dei grandi gruppi della commercializzazione.
Gli Olandesi sono piu’ bravi, piu’ricchi, piu’ attenti di noi, piu’ capaci di connettersi.
A noi rimane solo la benevolenza della Natura e la grande capacita’ professionale dei produttori siciliani, che ancora resistono a offrire ai mercati i prodotti piu’ veri, buoni e solari, d’Europa. Basta assaggiare due pomodorini, due frutti qualsiasi, di questi due Paesi, Italia e Olanda, per captare subito l’enorme differenza di gusto, che solo la luce diretta del sole puo’ dare ai prodotti della terra.

C’e’ poi il caporalato. Certo, e’ vero. Ma questo lo si trova in tutti i settori dell’economia, in tutta Italia. Una vera e propria cinesizzazione dell’economia italiana.
Il caporalato non sono le serre. Non sono il turismo, nel Sud o in Sicilia. Il caporalato non lo hanno creato le serre. C’e’ sempre stato. La crisi lo ha fatto espandere anche nella serricoltura. Ma questa e’ un’altra storia che attiene forse all’abbandono del Sud nelle mani della criminalita’ organizzata.

La nostra terra paga prezzi incredibili al nordismo delle politiche di sviluppo, non solo nel settore agricolo.

Ma nessuno ancora e’ riuscito a comprendere il valore di questa sfida disperata dei contadini siciliani, che oggi sono imprenditori che sfidano sistemi potenti e strutturati. Ma ancora da soli… e senza santi

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