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Era meglio Distretto della Contea che della val di Noto.

Era meglio Distretto della Contea che della val di Noto.
luglio 26
17:30 2019

Grazie al lavoro certosino dei tecnici del Gal che sono stati incaricati solo il 15 luglio scorso dalla Cam Com, e quindi in tempo record, si è riusciti a concludere l’iter burocratico per poter presentare entro i termini il Distretto del Sud-Est Sicilia “Etna – Val di Noto”.   Come ha detto il sindaco Abbate “In pochi giorni siamo andati a cercare, grazie a tutta la squadra che ha lavorato giorno e notte, le imprese che, scottate da precedenti esperienze associazionistiche, si sono mostrate scettiche. Per conquistare la loro fiducia abbiamo fatto presente proprio questo, cioè che gli unici attori protagonisti saranno sempre loro. Tant’è che ad oggi non esiste ancora un Presidente, un cda o una qualsiasi forma di governance. I 17 componenti del consiglio di amministrazione verranno infatti eletti dalle stesse imprese, quindi senza nessuna imposizione dall’alto ” Ora se è vero che oltre alla Cam Com  è stato il Gal a fare tutto il lavoro e se è vero che la maggior parte delle aziende sono iblee quasi quasi chi vi scrive avrebbe preferito chiamarlo distretto della Contea meglio di questo bruttissimo “val di Noto” che richiama periodi assolutamente non consoni allo sviluppo locale. Ma ecco i numeri : Sono 439 gli associati con sedi in ben 37 comuni tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. (Acate; Acireale; Belpasso; Biancavilla; Bronte; Bucchieri; Caltagirone; Canicattini Bagni; Carlentini; Castiglione Di Sicilia; Catania; Chiaramonte Gulfi; Comiso; Floridia; Giarre; Gravina Di Catania; Ispica; Licodia Eubea; Melilli; Mineo; Modica; Noto; Pachino; Palazzolo Acreide; Palermo; Paterno'; Pozzallo; Priolo Gargallo; Ragusa; Rosolini; S.Venerina; Santa Croce; Santa Venerina; Scicli; Siracusa; Solarino; Vittoria). Sono 2347 gli addetti coinvolti con un fatturato globale di oltre 357 milioni di euro.  Il 75% degli iscritti appartiene al comparto delle imprese agricole, il 13% nell’agroindustria ed il restante 12% nei settori del turismo, della ristorazione e dell’istruzione. Sono attualmente sei gli enti pubblici che hanno aderito direttamente (Modica, Ragusa, Scicli, Ispica, Santa Croce e Biancavilla); come organizzazioni di produttori il Distretto annovera Progetto Natura (lattiero caseario); OP Mocada, OP Fonteverde e OP Colledoro (orticole) oltre a due grosse cooperative. Nel settore lattiero caseario è presente l’ente di ricerca
Corfilac. Sono ben sei i consorzi di tutela: Cioccolato di Modica IGP; Ragusano DOP; Olio Monti Iblei DOP; Cerasuolo di Vittoria; consorzio di tutela Dop Monte Etna; Consorzio di tutela dei vini dell'Etna. Importante anche la presenza dell’Associazione Fico d’;india di Sicilia e dell’associazione Ghiuggulena del Sesamo che hanno già presentato all’Assessorato Attività Produttive il riconoscimento. Nel corso della conferenza anche il professore Giorgio Calabrese, da poco insignito della cittadinanza onoraria modicana, è intervenuto attraverso un video messaggio nel quale si è rallegrato per questa importante unione di intenti che va a unire tre province produttive e ricchissime di risorse agroalimentari come forse pochissime altre zone in Italia.
Naturalmente le adesioni sono sempre aperte, il nostro Distretto vuole aprirsi sempre di più al  territorio e quindi imprese, organizzazioni, filiere e istituzioni che vorranno unirsi saranno le benvenute. Sono sicuro che dimostreremo con i fatti la bontà del nostro progetto”.

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