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No a Cassì ma a Gambuzza per parlare dell’aeroporto di Comiso.

No a Cassì ma a Gambuzza per parlare dell’aeroporto di Comiso.
luglio 14
11:09 2019

C’è una richiesta per la convocazione di una seduta aperta del Consiglio comunale di Ragusa presentata dai consiglieri Mario D’Asta e Giovanni Gurrieri, con Gianni Iurato. Un documento inoltrato al sindaco e al presidente del Consiglio comunale affinché la richiesta di un’adunanza aperta per lo scalo casmeneo possa essere presa in considerazione in tempi rapidi. Non possiamo più attendere oltre. E’ il momento di discuterne ora. Per dare un segnale. Se il futuro dell’aeroporto di Comiso è compromesso, e naturalmente speriamo di no, abbiamo il dovere di esaminare sul piano politico quello che sta accadendo”  Giudichiamo interessante la proposta ma è sbagliato il destinatario. L’aeroporto di Comiso, non lo chiamerò mai Pio Latorre,  così come è ora,  è argomento esclusivo della Sac di Catania e del 30 per cento del comune di Comiso. D’Asta e compagni invece potrebbero mandare una mail d’invito a partecipare ad un consiglio comunale aperto a Sandro Gambuzza, sciclitano ex presidente della CAM COM, ex componente del CdA Soaco ed ora presidente della SAC. Chi meglio di lui. Cosa vi può dire Cassì che la sua parte l’ha già fatta impegnandosi a trovare adepti per Aeriblei. Solo SAC, Agen e qualche altro catanese illuminato, potrà parlare dell’aeroporto di Comiso. E poi Ragusa cosa c’entra?? Non è azionista, non ha strutture all’interno dello scalo. Ha solo dato qualche centinaio di migliaia di euro provenienti dalla tassa di soggiorno  neanche del proprio bilancio ma dei turisti stessi.  Qualcuno si è lamentato di questi soldi spesi senza sapere come e dove. Ma a questo punto visto che i proventi della tassa, per la maggior parte, vanno in spettacolini e in aperture delle chiese preferisco, anche se non approvo, che vadano in promozione. Come disse il “filosofo” Pippo Digiacomo, onorevole e sindaco,  quando giocava a rimpiattino con l’aeroporto, negando ogni possibilità di sviluppo per una sua visione errata del problema, “con due chilometri di strada non si va a nessun posto con due chilometri di pista si va in tutto il mondo”. Bella vero? Solo che appunto questi 2 km devono essere riconosciuti da Serrano, Agen, Torrisi e ora anche  Gambuzza. Tiriamolo in ballo e facciamo raccontare come stanno le  cose.

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