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Assemblea dei piccoli azionisti della BAPR. Si preannuncia un autunno caldissimo

Assemblea dei piccoli azionisti della BAPR. Si preannuncia un autunno caldissimo
luglio 13
18:18 2019

Si è svolta questa mattina all’Avis l’assemblea dei piccoli azionisti della Banca Agricola. Come si vede dalla foto la sala era piena e questo dimostra l’interesse che la questione suscita nei soci della BAPR. Dobbiamo anche dire che il
clima era abbastanza infuocato, come sempre,  a causa delle diverse scuole di pensiero su come andare avanti. Ci sono infatti quelli che preferiscono continuare con l’interlocuzione cortese ed altri invece che voglio agire attraverso  una sorta di class action iblea. Salvatore Rando, che è il portavoce, ha comunque dichiarato ai microfoni di Teleiblea che si è arrivati al punto di rottura. Infatti la soluzione messa in atto dalla banca sembra molto farraginosa e richiede tantissimo tempo. Di conseguenza a settembre l’assemblea deciderà di mettere in atto azioni eclatanti minacciando tra l’altro, di denunciare l’istituto perchè non avrebbe usato, al momento di vendere le azioni ai propri clienti, tutte le attenzioni e le informazioni richieste dalla legge. Abbiamo anche raccolto la testimonianza di un azionista, cooptato come si dichiara lui, che lamenta nonostante nonostante le dimostrate difficoltà di salute, di non poter riprendere i soldi del suo TFR trasformato in azioni.  E dalla BAPR non arriva nessun segnale di distensione e questo contribuisce ad inasprire gli animi. Intanto la banca ha smentito ogni tipo di sondaggio avanzato al fine di trovare istituti con i quali associarsi. Secondo gli esperti invece ci sarebbe in pool position, per un’aggregazione, una banca laziale. Tecnicamente infatti la situazione generale del mondo del credito obbliga le piccole banche popolari, piccole come la BAPR, ma in relazione al contesto nazionale, a trovare soci con cui dividere rischi e costi. Nel corso dell’assemblea di

stamattina, inoltre, uno dei tecnici chiamati a dare il proprio parere ha fatto capire che proprio in vista di ipotesi come quella appena riportata per le banche in generale c’è la necessita di non far deprezzare le proprie azioni prima di un accordo tra istituti e quindi non vede di buon occhio nessun tipo di accordo con il comitato.

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