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On. Nino Minardo: “Sblocca Cantieri”; il Governo getta fumo negli occhi ai siciliani.

On. Nino Minardo: “Sblocca Cantieri”; il Governo getta fumo negli occhi ai siciliani.
giugno 28
12:53 2019

Poche risorse e nessuno sblocco di opere.  Le speranze per il Sud Italia di vedere sbloccata una miriade di cantieri grazie al tanto sbandierato decreto “Sblocca Cantieri” sono tutte vanificate non solo per il non corretto utilizzo delle risorse ma soprattutto per la mancata riapertura dei cantieri bloccati che avrebbero sicuramente  contribuito a coprire il grave gap infrastrutturale del Mezzogiorno d’Italia. La conferma arriva   dall’analisi della tabella riportata dal MEF in riferimento alle grandi opere da completare.
E’ palese la sproporzione tra le regioni del Nord e quelle del Sud anche riguardo alla ripartizione delle
risorse. In Sicilia, ad esempio, sono previste poche opere, peraltro tutte da realizzare e nessuna
traccia di procedure di sblocco. Ci sono strade e autostrade incompiute e bloccate (vedi la Sr-Gela)
opere idrogeologiche giacenti; interventi per dissesto idrogeologico fermi da anni, ecc. Invece,
come si evince dalla mappa, in Sicilia lo “Sblocca Cantieri” prevede l’autostrada Ragusa-Catania,
che sono certo non sarà mai realizzata, stessa sorte per la strada statale 640 Strada degli
Scrittori, nota impropriamente anche come scorrimento veloce Agrigento-Caltanissetta. Ma la
chicca di questa mappa è la TAV Messina-Catania.-Palermo: Tav, termine usato molto a Nord che
con facilità viene affibbiato alla Sicilia per un intervento che riguarderà, semmai sarà fatto, solo il
potenziamento di quella tratta ferroviaria. Lo sappiamo che in Italia si viaggia a ritmi differenti: i
convogli, nel Settentrione, arrivano a rompere il muro dei 300 chilometri orari, mentre
attualmente, nell’Isola, la media dei nostri “rottami” è di 90 km/h. Invece di risolvere questo grave
problema il Governo decide di fare la TAV. Fumo negli occhi dei Siciliani! Per la Sicilia previste
solo grandi opere che non saranno mai realizzate. L’ennesima inaccettabile umiliazione e
mortificazione; per questi motivi ho chiesto al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’Economia
e dei Trasporti di rivedere l’evidente sproporzione allargando la mappa ai tantissimi interventi
fermi al sud per svariati motivi: economici, burocratici, amministrativi e procedere, nel contempo
alla ripartizione dei fondi in maniera più equa eliminando le palesi disparità territoriali. Da Roma in
su sono tantissimi gli interventi che riguardano strade, autostrade, aeroporti e ferrovie pur
essendo il Sud ed in particolare la Sicilia in grave deficienza infrastrutturale, fatto che le fa pagare
il prezzo più alto limitandone la crescita economia e lo sviluppo.

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