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Bilancio Bapr contestato da oltre 500 soci

Bilancio Bapr contestato da oltre 500 soci
Maggio 01
11:17 2019

Oltre 500 soci e risparmiatori traditi – il 25% dell’assemblea della Banca Agricola popolare di Ragusa – il 28 aprile scorso hanno protestato votando “no” a un bilancio che non risponde affatto alle richieste – in alcuni casi reiterate da tre anni a questa parte – di rientrare in possesso dei soldi investiti nelle azioni della Bapr.

Per Salvatore Rando, guida del comitato spontaneo dei risparmiatori e primo gilet giallo d’Italia – è stata “un’assemblea storica. Oltre 500 persone e tanti altri astenuti, hanno marcato la distanza con i vertici della Banca, che si fa forte del voto delle centinaia di dipendenti. É un fatto storico da quando è nato l’istituto, 130 anni fa, una misura elevata del dissenso che non può essere sottovalutato dalla dirigenza e che sottolinea anche la disperazione di tante famiglie del territorio”.

Per la prima volta, sono state rivelate pubblicamente le bugie che la dirigenza ripete da ormai alcuni anni e sono stati messi in luce gli errori posti in essere in tema di comunicazione e di formazione dei dipendenti anche sul funzionamento del mercato Hi-Mtf grazie agli interventi di alcuni membri del comitato presenti.

Inascoltati gli emendamenti proposti dai gilet gialli in assemblea: di ampliare il plafond messo a disposizione dalla banca per il riacquisto azioni proprie e di limitare “gli ampi poteri del cda”, introducendo l’obbligo di riferire a una rappresentanza degli azionisti. Segno di aperture solo formali dei vertici della banca e volte a perdere ancora del tempo sulle spalle delle famiglie.

Nicoletta Santamaria, coordinatrice e portavoce del comitato, protagonista di numerosi tavoli anche al Mef – tavoli che ancora non hanno mosso alcuna soluzione concreta e soddisfacente per i risparmiatori – ha sottolineato il risultato ottenuto: “Non ci aspettavamo certo di essere la maggioranza, ma essere in più di 500 ha significato rappresentare il 25% di un’assemblea finora impenetrabile. Abbiamo dimostrato di non essere quattro scalmanati, e adesso la banca sa bene che, se non ci darà risposte sufficienti, alla prossima assemblea saremo migliaia, non più centinaia”.

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