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Acqua non potabile e dichiarazione dello stato di calamità naturale

Acqua non potabile e dichiarazione dello stato di calamità naturale
Marzo 06
12:242019

Da questa mattina è fatto divieto di utilizzare l’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico in diverse zone della città di Ragusa tra queste: San Luigi, Bruscè, Ospedale G.Paolo Secondo, Contrada Nunziata, Ragusa Ovest, Ragusa Ibla e parte del centro dalla Via Roma fino a santa Maria delle Scale. La motivazione è da ricercarsi nelle forti piogge che hanno interessato le contrade dove insistono le pompe per l’acqua. pertanto l’acqua può essere usata solo per impiego sanitario. La cittadinanza verrà informata prontamente sull’evoluzione del’emergenza idrica. Intanto c’è da registrare la dichiarazione dello stato di emergenza per calamità naturale per il territorio del Comune di Ragusa a seguito degli eventi calamitosi dei giorni 23 e 24 febbraio 2019
L’Amministrazione comunale infatti, prendendo atto della relazione per segnalazione danni nel Comune sottoscritta dal dirigente del Settore III – Governo del territorio, Ignazio Alberghina e dal funzionario della Protezione Civile comunale, Marcello Dimartino, ha deciso quindi di chiedere al Presidente della Regione Siciliana di proporre alla Giunta Regionale il riconoscimento della calamità naturale per il territorio del Comune di Ragusa per gli eventi calamitosi dovuti a venti forti di burrasca nord-orientali con raffiche fino a burrasca forte e possibili mareggiate lungo le coste dei giorni 23 e 24 febbraio. Il provvedimento è volto a chiedere e sollecitare
le autorità competenti ad esperire le procedure necessarie per contribuire anche a dare benefici per le attività produttive che hanno subito danni.
Nella relazione del Settore III, allegata al provvedimento della Giunta, l’;ammontare dei danni per interventi necessari ai soli spazi ed edifici pubblici viene quantificato in € 390.600,00, non considerando quelli subiti invece dai privati e delle aziende che potranno essere calcolati solo dopo un adeguato censimento.
La stima forfettaria dei costi relativi ad interventi improcrastinabili mirati al ripristino delle condizioni di normalità è riferita ad attività poste in essere dal Comune, come ad esempio, la rimozione di detriti e eliminazione di pericolo di caduta di oggetti dall’alto, la sistemazione di infissi danneggiati e la revisione della copertura e controsoffitto in alcune scuole della città.

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