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Di male in peggio l’analisi delle CISL

Di male in peggio l’analisi delle CISL
febbraio 23
11:33 2019

Purtroppo da qualche anno non sentiamo altro!!!!! La situazione economica è davvero grave e la cosa che più ci preoccupa è che non si riesce a fare un piano preciso di interventi.Tutti dicono che ci vuole una politica diversa, servono investimenti, eccetera eccetera però ci si ferma alle richieste. La verità è che nessuno sa bene cosa fare. Ora c’è il comunicato stampa della CISL. Le previsioni sono nere, anzi nerissime ed allora?? Niente!!  A qualcuno basta segnalare il disagio e niente altro.
Noi crediamo che proprio dai sindacati e dalle organizzazioni imprenditoriali debba partire un progetto di rilancio però con idee concrete.
Ad esempio, si è parlato molto di infrastrutture, allora l’obiettivo primario e ottenere quello che fino ad ora è stato promesso, concludere i lavori in corso dare incarichi per nuove progettazioni realizzabili in tempi ragionevoli. E così via insomma scendere in piazza ma con in mano qualcosa da offrire. E poi le istituzioni?  AD esempio le ex province che non possono più essere stazioni appaltanti, anche se per piccole manutenzioni. Lo stato “ruba” 227 milioni di euro alle 9 province siciliane. Chi ha fatto le barricate? Chi ha denunciato il governo centrale per appropriazione indebita. ?

Ecco il comunicato della CISL:
La crisi della zootecnia, quella dell’industria, per non parlare dei problemi di commercio e artigianato. Un quadro nefasto che, a leggere i numeri, ha fatto perdere centinaia di posti di lavoro nell’ultimo anno solo nella provincia di Ragusa. Ecco perché si rende necessario un piano di rilancio da cui ripartire, che non può prescindere da una oculata politica di investimenti, anche su scala locale, senza cui l’emorragia di occupati sarà destinata a proseguire nel 2019. E’ una situazione a tinte fosche quella dipinta dal segretario generale dell’Ust Cisl Ragusa Siracusa Paolo Sanzaro a proposito delle prospettive di sviluppo, del tutto assenti, che riguardano da vicino l’area iblea come il resto della Sicilia. “E si badi bene che, per quanto riguarda la provincia di Ragusa – continua Sanzaro – stiamo parlando di un’area tradizionalmente vocata al dinamismo e all’effervescenza imprenditoriale. Un’area che, però, colpita in maniera dura e prolungata dagli effetti della crisi, sta adesso esaurendo tutto il patrimonio di ricchezza accumulato in decenni di crescita. In assenza di risorse, mancando gli investimenti, senza opportunità di sviluppo reale e con una fiducia che sembra essere scesa sotto i tacchi, diventa complicato, per non dire impossibile, poter pensare di programmare qualsiasi iniziativa di rilancio. Una circostanza che fotografa una situazione di emergenza. E, a fronte di situazioni di emergenza, le istituzioni locali, le forze sociali, gli attori dello sviluppo, sono chiamati ad assumere un atteggiamento altrettanto straordinario”. Sanzaro torna a ribadire che da soli non si va da nessuna parte. “Senza una sorta di unità di crisi, chiamiamola così – aggiunge – con tutte le realtà vive del territorio, non si va da nessuna parte. Potremo continuare a stendere analisi su analisi, ma nessuno avrà la forza di predisporre un piano concreto di rilancio per l’ambito occupazionale. Quindi, auspicando che gli appelli lanciati dalla nostra organizzazione sindacale non cadano nel vuoto, invitiamo gli enti sovraordinati a svolgere in maniera propositiva le proprie funzioni e a convocare degli incontri in cui definire delle misure strategiche, delle azioni di intervento, delle ipotesi di investimento, allo scopo di invertire questa tendenza deficitaria. I prossimi mesi ci diranno quale direzione prenderà l’economia, anche a livello locale. Aspettare ancora, però, potrebbe essere nocivo. E rimediare al danno, poi, diventerebbe impossibile

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