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Scioglimento per mafia di Vittoria, le dicarazioni di Moscato e Nicosia

Scioglimento per mafia di Vittoria, le dicarazioni di Moscato e Nicosia
Luglio 27
20:062018

In merito alle notizie giunte dal consiglio dei ministri svoltosi oggi è intervenuto il sindaco di Vittoria Giovanni Moscato.

“Abbiamo affrontato il nostro mandato che ci hanno consegnato oltrre 15mila vittoriesi con il massimo rispetto istituzionale sin dal primo giorno. Per l’onore che riveste la fascia tricolore in questi mesi difficilissimi avuti a seguito degli arresti di un ex sindaco e di un consigliere comunale del Pd e quindi all’oppsoizione e quindi dell’insediamento della commissione prefettizia, abbiamo tenuto un profilo bassissimo e assolutamente istituzionale, non rispondendo mai alle calunnie degli avversari che pur di abbattere il nemico hanno soffiato, tifato, inviato esposti anonimi falsi pur di mandarci via e ottenere il commissariamento della città. Pur di riprendere il
Potere perduto sarebbe capaci di sacrificare la città così come hanno già fatto in passato.
Lo scioglimento del consiglio comunale che comporta la decadenza di tutti gli organi amministrativi compreso sindaco e giunta, purtroppo distruggera’ per sempre l’immagine della nostra città, una macchia indelebile che purtroppo rischia di travolgere anche la nostra economia. Ma le istituzioni vanno rispettate sempre anche quando prendono decisioni che ai nostri occhi possono apparire ingiuste o inique o sbagliate, ci saranno sempre i mezzi ordinari di impugnazione. Quindi anche in questo caso accogliamo la decisione delle istituzioni con massimo rispetto e con la massima serenità. La serenità di chi ha sempre lavorato con un unico obiettivo: quello di far crescere la città. Non abbiamo nulla di cui rimproverarci e siamo orgogliosi dei tanti obiettivi raggiunti in 24 mesi. Chiaramente non siamo noi a dover spiegare alla gente perché è stato sciolto il consiglio comunale. Sappiamo tutti che le indagini della commissione sono state concentrate nell’attività amministrativa degli 2006/2016, quando noi non eravamo a palazzo Iacono.
Noi non abbiamo avuto nessun contatto con presunti mafiosi, nessun incontro, nessun favore fatto a questa gente. Quando abbiamo governato lo abbiamo fatto sempre tenendo lontano qualsiasi sospetto, basti pensare alla stretta sul Mercato, alle aziende in odor di mafia a cui abbiamo revocato e inibito per la prima volta l’ingresso al mercato ortofrutticolo, alle denunce pubbliche fatte dal sottoscritto con nomi e cognomi dei mafiosi, alle minacce che ho subito da un soggetto poi arrestato per mafia e per il quale e’ in corso un processo, alle aggressioni subite, al blocco della speculazione edilizia del centro commerciale cinese che avrebbe permesso ad un pluripregiudicato per mafia di ottenere milioni di euro e a tanto altro. Abbiamo conquistatto uno ad uno quei 15mila voti: lo abbiamo fatto con il sorriso, con l’entusiasmo, con la credibilità che la gente di Vittoria ci riconosce. Resta l’amarezza per aver subito una decisione che – non per colpa nostra – interrompe un percorso che avevamo appena iniziato a costruire. L’arrivo dei commissari è una sconfitta per la politica e la politica che ha governato questa città per decenni deve farsi qualche domanda. Adesso, però, non è il momento delle polemiche ma del rispetto delle istituzioni. Chiaramente ci rivolgeremo alla magistratura amministrativa per chiedere di mettere al vaglio la decisione del consiglio dei ministri che ha colpito la nostra città, perché e’ giusto muoversi nelle opportune sedi per difendere la città. La città non può pagare per gli errori di pochi, quest’amministrazione non può pagare per le colpe del passato, nessuno può pagare per le colpe degli altri. Nei prossimi mesi conosceremo e faremo conoscere gli atti e ne parleremo pubblicamente. Adesso è il momento del silenzio. Grazie a tutti i vittoriesi che ci sono stati vicini, grazie a tutti coloro che ci hanno sostenuto. Grazie a tutti coloro che ci stanno subissando con migliaia di testimonianze di affetto e stima.
Adesso va difesa la città, non e’ momento delle divisioni volute dai soliti noti. Saranno mesi difficili ma la città ha il dovere di collaborare con i commissari che verranno nominati.
Grazie Vittoria, grazie vittoriesi.
Non preoccupatevi, vi faremo conoscere tutta la verità”.

Queste, invece, le parole del presidente del Consiglio comunale, Andrea Nicosia:
“Abbiamo appreso dal comunicato del Governo della decisione di sciogliere il Consiglio Comunale di Vittoria. Prendiamo atto della scelta ed esprimiamo assoluto rispetto per la conclusione cui si è pervenuti. Nonostante l’amarezza di dover pagare per responsabilità legate al passato.
Nel settembre scorso abbiamo accolto, con rispetto e massima collaborazione, la commissione prefettizia il cui mandato è stato quello di indagare sui dieci anni di amministrazioni passate.
Abbiamo, nel frattempo, continuato ad agire con spirito di servizio e nell’esclusivo interesse della città senza mai risparmiarci e guardando sempre e solo all’interesse collettivo.
Il Consiglio Comunale ha prodotto, in questi due anni di mandato, importanti risultati che hanno posto le basi per un futuro diverso che vedesse Vittoria prospettata nel ruolo che merita.
Abbiamo agito, fin dal nostro insediamento e nonostante le difficoltà ordinarie, con l’entusiasmo di chi crede e di chi sogna una città migliore. Di chi vuole spendere tutto se stesso per contribuire alla crescita economica, culturale e sociale del luogo in cui vive. Abbiamo, tuttavia, dovuto subire le conseguenze del passato e oggi è arrivato l’epilogo, con lo scioglimento del Consiglio Comunale.
Prendiamo atto, con assoluto rispetto, della conclusione cui è pervenuto il Consiglio dei Ministri. Adiremo la magistratura amministrativa per far valere le ragioni che ci vedono in disaccordo.
Ciò che ci rammarica sono le sorti della città che subirà un duro colpo sul piano sociale ed economico oltre che amministrativo.
Lasciamo il ruolo affidatoci due anni fa dai vittoriesi con la serenità e consapevolezza di avere agito con rispetto, dedizione enel rispetto della legge. Lasciamo consapevoli di avere agito senza mai aver subito pressioni o condizionamenti. Lasciamo con la consapevolezza di stare pagando errori e responsabilità che hanno radici profonde.
Avremo modo di far valere la correttezza dell’azione di governo e dell’attività svolta dal Consiglio Comunale”.

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