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Il sogno di una compagnia siciliana

Il sogno di una compagnia siciliana
Luglio 20
12:202018

Restando nell’ambito aeroportuale c’è chi gioisce per il risultato ottenuto, qualche giorno fa dal CdA dell’aeroporto di Trapani Birgi che ha stabilito la necessità di immettere nella gestione circa 12,5 milioni euro. C’è, ad esempio, l’On Pellegrino che ha dichiarato “A dispetto degli inutili e faziosi allarmismi provenienti anche da chi ha precedentemente gestito in maniera fallimentare il nostro aeroporto, il risultato ottenuto è la conferma della validità della scelta dei componenti del CdA di Birgi fatta qualche mese fa dal governo regionale. Un plauso al CdA, che ha svolto, d’intesa con questa deputazione territoriale, il grave e difficoltoso incarico loro affidato“. Insomma come a Comiso ci si preoccupa solo di trovare altri fondi senza però capire come si può invertire la rotta. La fallimentare gestione precedente , si dice nel comunicato, ha portato a questi risultati. Cosa hanno fatto nel passato? Hanno dato spazio oltremodo alla Low Cost irlandese che ormai può decidere della vita e della morte degli aeroporti in base alle proprie esigenze. Trapani era arrivata a superare abbondantemente il milione e mezzo di passeggeri e questo risultato, secondo i grandi esperti, doveva essere sufficiente per la sostenibilità dello scalo. Ma non è stato così. Tutto dipende invece dalla Ryanair, dalle sue necessità, dai suoi umori e dai suoi “ricatti” . Pensate che a Comiso per settembre e ottobre sono stati soppressi i voli per Roma. Che importa se si penalizza un territorio che viene privato di un collegamento essenziale. Alla compagnia servono, dicono loro, aerei per effettuare rotazioni in vista di manutenzioni speciali e a chi togliamo i voli ? a quelli più deboli, che non possono lamentarsi più di tanto. Allora io direi a Pellegrino: non serve continuare a mettere soldi in società che sono sempre sull’orlo del fallimento. Bisogna fare un piano realistico, investire anche nell’idea di riavere una compagnia siciliana che non sia succube degli aeroporti che invece devono essere partner principali. A quel punto si può accedere ai finanziamenti per la continuità territoriale e sperare che il prezzo del biglietto possa essere equo e stabile. Il grande obiettivo potrebbe essere infatti creare i collegamenti necessari per lo sviluppo dell’isola cioè Roma, Milano Torino, dagli aeroporti siciliani con una compagnia siciliana che non abbia smanie di grandezza e si limiti quindi a servire i territorio con prezzi sempre uguali e garantiti. Questo darebbe impulso anche al turismo che potrebbe contare su prezzi certi e stabili. Il sogno di tanti anni fa, accarezzato e sfiorato, dall’Airsicilia e dalla Windjet, dovrebbe essere uno delle tante imprese nelle quali Musumeci dovrebbe impegnarsi.

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