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Di Maio a Ragusa, in un tripudio di promesse, un congiuntivo sbagliato e qualche bugia

Di Maio a Ragusa, in un tripudio di promesse, un congiuntivo sbagliato e qualche bugia
Giugno 03
19:542018

Questa mattina in una assolatissima piazza Malta a Marina di Ragusa, il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, venuto in città per sostenere i candidati a sindaco in corsa per le amministrative del prossimo 10 giugno, è stato accolto da tantissimi sostenitori e curiosi provenienti da tutta la provincia.

Il registro non cambia. I toni sono quelli della campagna elettorale, così come i temi e le promesse, che magicamente vengono addirittura incrementate, ma in fondo non potrebbe essere altrimenti, il Governo si è appena insediato.

Sono i suoi cavalli di battaglia a reggere il filo del comizio. “Governo del cambiamento”, “reddito di cittadinanza” e la new entry “pensione di cittadinanza” ed anche il congiuntivo sbagliato dopo il gerundio di ieri sera. Il suo super Ministero è stato un atto dovuto, spiega, “Credo che per ripagare il consenso avuto al Sud, ma anche al Nord, dovesse essere d’obbligo pretendere il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico”. Solo così infatti potrà intervenire su pensioni, lavoro e sostegno ai disoccupati.

I primi atti, lo ripete ben due volte durante i 25 minuti del comizio, saranno la cancellazione del redditometro, dello spesometro e degli studi di settore. Perché “gli imprenditori, i professionisti, il popolo delle partite Iva e i commercianti, vanno lasciati liberi”, quasi un invito ad evadere, quasi un’eco del più vecchio motto berlusconiano che definiva moralmente giusto evadere le tasse. “Queste categorie vanno lasciate in pace, esistono per creare lavoro e non per creare scartoffie”, dice. Ma questo è il popolo dell’onestà e quindi lungi da noi il pensare ad una qualche istigazione ad evadere. Alla fin fine quegli strumenti furono introdotti per contrastare l’evasione, ma risultarono sin troppo rigidi e controproducenti. Ed allora? Non pensa ovviamente alla flat tax, come vuole il ministro Tria e il suo omologo Salvini, ma all’agente provocatore, glielo hanno suggerito – dice – gli statunitensi. Peccato che questa figura è estremamente controversa e non tutti ne apprezzano il valore, in primis Cantone (Autorità nazionale anticorruzione) e poi la Corte europea dei diritti dell’uomo, che nel 2008 condannò la Lituania per l’utilizzo degli agenti provocatori, e la Corte europea di Strasburgo. Come dire, si parla pur sempre di istigazione a deliquere, che è un reato, ma questa volta commesso dallo Stato.

Parla di buona scuola e job act, che vanno rivisti e non più cancellati. Parla della Fornero, che va superata. A proposito dell’impignorabilità della prima casa, altro atto che vuole realizzare, ricorda il caso di Sergio Bramini, fallito a causa dell’insolvenza dello Stato e da ieri in forza al suo Ministero. Ma qui vieni il bello. Così come ha fatto con Bramini, lo vuole fare con un pensionato, con un disoccupato, con un dipendente e con un anziano. No, non è una barzelletta. Tutti al Ministero, tutti pagati per risolvere i problemi delle specifiche categoria. E come? Con lo spoils system, non si fida dei tecnici del Ministero, meglio qualcuno privo di esperienza a consigliarlo. Questo è il momento in cui raggiunge il massimo apice della retorica ovviamente con una piazza in visibilio. Perciò, l’onestà: “Questo è il primo governo senza inquisiti o condannati dal ’94, una rivoluzione. E’ il Governo del cambiamento” e giù con la clack, peccato che è falso, tremendamente falso. Il ministro Savona è indagato, per aver taroccato i bilanci della Impregilo, ma questo i suoi sostenitori non lo sanno o fanno finta di non saperlo, poco importa.

Ha il tempo pure di elogiare il Primo Ministro, Giuseppe Conte, l’avvocato degli italiani per intenderci, che è un uomo del sud, che nella sua vita professionale ha sempre “difeso i consumatori – dice Di Maio – quelli frodati” e come dimenticare la vicenda Stamina e il metodo Vanoni, Di Maio lo fa. Come qualcun altro ricorderà, invece, il rapporto tra Conte e Vanoni non si esauriva con la difesa della piccola Sofia a utilizzare una cura alternativa, poi messa al bando dalla Giustizia italiana, ma si intrecciava al fatto che l’attuale primo ministro era tra i fondatori della Fondazione Voa Voa, che tra i primi finanziatori aveva proprio la Fondazione Vanoni, che, neanche a dirlo, promuoveva il metodo Stamina. Conflitto d’interesse? Chissà, magari un giorno lo scopriremo.

La piazza è calda e non solo per la temperatura estiva e Di Maio non si fa sfuggire l’occasione e continua a promettere, ci saranno “Finanziamenti per i Comuni, oggi tartassati dai tagli, ma anche per l’Agricoltura e il Turismo e chi ci chiede dove reperiremo i soldi per realizzare tutto ciò, io rispondo che li chiederemo all’Europa”, si affida a Savona il neoministro Di Maio, l’indagato per intenderci, che di bilanci ne capisce.

Infine chiude il comizio con l’ultimo cavallo di battaglia: i vitalizi e le pensioni d’oro e sfida tutti, Corte Costituzionale compresa, a fare ricorso. Chissà se sperimenterà, ancora una volta, il peso delle istituzioni.

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Rosario Distefano

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