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“Sciacalli”, “Vigliacchi” e “Carogne”, così definisce i suoi detrattori Tumino. Sono innocente e ho le carte

“Sciacalli”, “Vigliacchi” e “Carogne”, così definisce i suoi detrattori Tumino. Sono innocente e ho le carte
Maggio 30
18:39 2018

Questo pomeriggio, in conferenza stampa, il candidato a sindaco Maurizio Tumino ha voluto fare chiarezza sulle notizie circolate in queste ore, in queste ultime settimane, sulle sue vicende giudiziarie. E’ un Tumino risoluto e visibilmente infastidito dal tanto clamore che lo sta investendo, un clamore che bolla come “fango” e “maldicenze” prive di fondamento.
Tutto ha inizio con un articolo su un blog, diretto da un popolare giornalista locale oramai in pensione, dello scorso 27 aprile, nel quale si defisce “oscuro il passato imprenditoriale” dello stesso Tumino, per una vicenda risalente al 2010, poi conclusasi con un nulla di fatto. La vicenda ha una qualche risonanza anche su una Tv privata, che incautamente ammicca alle ombre di questo passato, senza però le dovute precisazioni del caso.
“Sono stati tutti querelati”, dichiara Tumino, che ricorda come la Tv in questione, in un servizio successivo, scusandosi ha rettificato il tono delle dichiarazioni del giornalista, perché facilmente fraintendibili.

Sono tre gli aggettivi che vengono ripetuti, quasi ossessivamente, durante la conferenza stampa: “sciacalli”, “vigliacchi” e “carogne”. Non usa mezzi termini l’ingegnere, ad esser minacciata ed infangata è stata la sua onorabilità – dice – ma ancor più la dignità dei suoi affetti, che di tutta questa vicenda hanno sofferto e soffrono.
Nel suo mirino c’è una certa stampa, distratta, improvvida o addirittura perniciosa, ci sono i suoi detrattori, che regolarmente mettono in giro “notizie false”. E’ il caso dell’appropriazione indebita di materiale edile (del valore di qualche centinaio di euro, dice) che da qualche ora sta girando sui social.

Non fa nomi Tumino, ma appare evidente che ha ben chiaro chi è la “gola profonda”. Parla di una ditta, fa riferimento a due querele di qualche migliaio di euro, vinte, anche se – ci tiene a precisarlo – non è riuscito mai a beneficiare di quei soldi, forse perché la stessa ditta è oggi fallita.
Se n’è tolti di sassolini dalle scarpe e tutto in pochi minuti, al massimo una mezz’oretta, tutto d’un fiato, sino a quando, mentre ricorda che da poco è stato rinviato a giudizio per l’accusa di appropriazione, Maurizio Tumino mostra in chiusura della conferenza stampa tre documenti: il Certificato generale del casellario giudiziale, il Certificato penale del casellario giudiziale e la Misura senza valore di certificazione delle iscrizioni nel casellario giuziale, tutti e tre attestanti la totale assenza di reati.
Tanto rumore per nulla? Pare proprio di sì, come spesso avviene in queste vicende, specie se in campagna elettorale.

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Rosario Distefano

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