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Uno sportello antiviolenza per le donne, le vittime di bullismo e le loro famiglie, candidato sindaco Migliore: “Prossima amministrazione pratichi welfare a 360 gradi”

Uno sportello antiviolenza per le donne, le vittime di bullismo e le loro famiglie, candidato sindaco Migliore: “Prossima amministrazione pratichi welfare a 360 gradi”
aprile 30
14:13 2018

“Di recente, almeno nell’ultimo mese, in provincia sono nati nuovi centri antiviolenza per difendere e prendersi cura delle donne vittime di maltrattamenti, mentre nel Comune di Ragusa, da parte dell’amministrazione in carica, continuiamo a registrare poca attenzione sull’argomento”. Lo denuncia il candidato sindaco Sonia Migliore che aggiunge: “Quanto di buono è stato fatto è merito delle associazioni e delle cooperative sociali che spesso rimangono sole a occuparsi di situazioni difficili e che, invece, avrebbero bisogno di sostegno soprattutto dalle istituzioni. L’ente Comune, quale organo gestore della comunità, deve tornare a occuparsi con determinazione e spirito di solidarietà del tema delle violenze, a difesa dei cittadini più deboli, perché il Comune deve svolgere il ruolo di prima casa di accoglienza per ogni tipo di vittima”.
“Nell’ambito delle politiche rivolte al sistema antiviolenza – spiega Migliore – la prossima amministrazione comunale dovrà occuparsi di far nascere un nuovo sportello dedicato alle donne per ciò che riguarda gli abusi in modo da offrire loro supporto multilivello che sia rivolto anche alle famiglie di queste persone. Vittime, sono anche le famiglie delle donne che subiscono violenza, perché al loro interno c’è una grave e diffusa, pur se comprensibile, impreparazione al trattamento delle relazioni dopo gli episodi di maltrattamento. Un altro sportello, invece, andrà offerto come strumento per le vittime di bullismo, anche informatico”.
“Come progetto politico che si propone di amministrare la città di Ragusa – conclude Migliore – abbiamo in mente l’applicazione di un welfare che sia sempre più a 360°, rivolto sì alle vittime, come è giusto che sia, ma che guardi anche al miglioramento dei contesti sociali nei quali queste persone vivono, facendo in modo che il Comune operi da cabina di regia anche per la promozione e il sostegno delle associazioni che si occupano di queste persone”.

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