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Immobili di via del Mercato su Subito.it. Un paio di chiarimenti

Immobili di via del Mercato su Subito.it. Un paio di chiarimenti
Marzo 26
12:472018

Ringraziando i funzionari del Comune per la celerità con cui hanno risposto al nostro articolo del 22 marzo, riguardante l’annuncio per la locazione degli immobili di via del Mercato a Ibla, ci permettiamo di avanzare due suggerimenti e di porre un paio di domande per sgomberare il campo da certi sospetti.

Come si evince chiaramente dal bando, i nove locali verranno aggiudicati in locazione annua tramite la miglior offerta al rialzo, partendo da una base d’asta di 40.500,00 euro (rialzo minimo di 50 euro). Se i locali sono in locazione, non sarebbe opportuno correggere l’annuncio che è stato inserito nella sezione vendite? E ancora, se la base d’asta è di 40.500 euro, come mai nell’annuncio si parla di 42.500 euro? Inezie? Imprecisioni? E’ il caso di mettere mano all’annuncio?

Ma andiamo avanti. Come giustamente fa notare “Progresso e Futuro”, in una nota del 28 febbraio scorso, l’intera operazione fa sorgere qualche perplessità, foss’anche di natura esclusivamente economica.
Il bando parla di 9 locali e 2 bagni, quindi in teoria di nove attività commerciali che dovrebbero pagare al mese, di solo affitto, circa 400 euro l’uno, condividendo pure i servizi. Diciamo che a queste condizioni il bando non è proprio concorrenziale, allo stesso prezzo, infatti, si possono trovare immobili, magari già ristrutturati e pure forniti di servizi igienici indipendenti.
Ma non solo.
I nove locai vanno affittati in blocco, così recita il bando. Due perciò sono le strade percorribili.
La prima. Un individuo o una persona giuridica decide di concorrere al bando, certo poi di poter affittare singolarmente i locali e quindi di poterci speculare. In questo modo, però, il singolo artigiano o il singolo imprenditore, che decidesse di trasferire lì la sua attività, dovrebbe mettere in conto che l’affitto, di questi 60 mq divisi su due livelli, non sarebbe più 400 euro. C’è qualcuno veramente disposto a fare ciò?

La seconda ipotesi. Un individuo o una persona giuridica decide di concorrere al bando, ma non per subaffittare i locali, ma per trasferire lì la propria attività. In questo modo si supererebbe il problema logistico dei servizi, ma ne sorge immediatamente un altro.
Questo fantomatico investitore, ogni anno, dovrebbe dare al Comune – di solo affitto – almeno 40.500 euro ossia quasi 3.400 euro al mese, somma alla quale vanno aggiunte ancora le spese, come tari, luce e acqua. Senza scomodare commercialisti o professionisti vari, appare evidente che se si è disposti a sostenere una cifra così importante, si è certi di poterne guadagnare almeno il doppio. E qui sorge il dubbio. Mica questo bando è stato redatto ad hoc sulle esigenze di qualcuno?

Sia ben chiaro, nessuna voglia di polemizzare con il Comune. Tutt’altro. Come abbiamo detto all’inizio di questo articolo il nostro unico intento è sgomberare il campo da facili illazioni, per questo poniamo delle domande, nella speranza di ricevere dei chiarimenti.

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Rosario Distefano

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