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PRG Ragusa e consumo del territorio. Legambiente: “Prevalgono gli interessi di sempre”

PRG Ragusa e consumo del territorio. Legambiente: “Prevalgono gli interessi di sempre”
Marzo 19
08:152018

La popolazione residente a Ragusa nel 2025 diminuirà di circa 1000 unità ( report Istat “ il futuro demografico del paese “ del 26/4/2017 ) e non aumenterà di 3000 unità con un fabbisogno di 3000 alloggi come scritto nelle linee guida del nuovo PRG.
Il consumo di suolo nel comune di Ragusa nonostante i proclami di bloccarne la crescita, ma solo sulla carta , continua ad aumentare . Solo nel 2016 nelle aree PEEP si sono consumati più di 110.000 mq di terreno agricolo. Al 31/12/2015 ( dati ISPRA ) oltre il 10% del suolo comunale risultava ormai irrimediabilmente cementificato, con una percentuale che aumenta fino al 40% nella fascia costiera entro un km dalla costa, ben al disopra della media italiana e di quella regionale.
Di fronte a questi dati inoppugnabili la variante urbanistica avrebbe dovuto bloccare le nuove costruzioni nelle aree PEEP. Nei fatti si è rivelata un nuovo via libera alla cementificazione per altri 360.000 mq, con la costruzione di altre 1.757 abitazioni e lo spostamento in periferia di altri 4.400 abitanti con buona pace di tutti gli impegni al recupero del centro storico e alla rigenerazione urbana. Quest’ultimo atto segue la mancata modifica dell’art. 48 delle NTA che avrebbe dovuto e potuto bloccare le costruzioni residenziali in campagna . Sarebbe stato necessario e lungimirante un blocco totale dell’espansione edilizia con il ritorno a zona agricola di tutte le aree PEEP non costruite, comprese quelle che la variante approvata mantiene ancora come aree edificabili. Con il decremento demografico e 18.000 abitazioni vuote sul territorio comunale non c’è più la necessità di nuove edificazioni. Il resto è sola speculazione. L’idea, inoltre, di spostare le aree peep all’interno del parco agricolo urbano evidenzia la totale mancanza di coerenza con l’idea di protezione del suolo, destinando a superficie edificabile proprio “il cuore verde” della periferia della città che dovrebbe invece avere come destinazione reale un parco urbano. Il tentativo da parte dell’amministrazione di dare un colpo al cerchio e uno alla botte dimostra la totale incapacità di fare scelte coerenti con i valori che tanto professa, cercando così di tenersi buoni quei poteri che hanno già devastato abbondantemente la città . Si è persa ancora una volta un’occasione per abbandonare modelli urbanistici del passato e virare decisamente verso interventi di rigenerazione urbana e riqualificazione energetica, specie in alcune aree caratterizzate da costruzioni fortemente energivore, di scarsa qualità urbanistica/edilizia e da problemi di sicurezza statica.

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