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Ennesima speculazione edilizia a Ragusa, la denuncia dell’arch. Di Martino (Città Futura)

Ennesima speculazione edilizia a Ragusa, la denuncia dell’arch. Di Martino (Città Futura)
Marzo 16
11:502018

“A leggere i post e gli articoli comparsi ieri sera sulle varie testate on line sembrerebbe che a Ragusa ci sarebbe solo da festeggiare. Il Consiglio Comunale nella seduta di ieri sera ha ‘finalmente’ approvato una variante urbanistica con la quale si riduce la superficie forsennata di due milioni di metri quadrati perimetrati nel 2007 e destinati ad aree PEEP.

Con la nuova variante la superficie viene ridotta da 1,7 milioni di mq a 880.000 mq, rimangono ancora circa 440.000 mc pari a circa 1.000-1400 abitazioni. Per fare una cortesia a chi? Con una popolazione che non cresce più, un saldo naturale negativo da almeno 10 anni, le immigrazioni in calo e le emigrazioni in aumento a chi dovrebbero essere vendute le nuove case? E considerato che la popolazione in città non cresce da un decennio e che vi sono più di 13000 abitazioni vuote l’operazione urbanistica sembra proprio una gran bella presa in giro, in barba al consumo di suolo zero e a tutte le teorie economiche che mettono in relazione domanda e offerta.
Sembra proprio che la logica e il buon senso abbia abbandonato gli amministratori di questa città che fanno finta di ridurre, ma in realtà continuano ad ampliare una città oramai impazzita.
Far passare come atto di giustizia una variante che avrebbe dovuto azzerare la crescita folle della città è un vero affronto all’intelligenza dei cittadini che vedranno nel futuro prossimo crescere ancora di più la loro spesa per i servizi urbani.

Un’amministrazione che vuole fare giustizia nei confronti dei proprietari che si sono ritrovati a pagare tasse per un decennio a causa di scelte del passato avrebbe potuto trovare strade alternative e mantenere fede alle promesse fatte in campagna elettorale.
L’amministrazione ha giustificato e praticato la continuità con il passato nel settore urbanistico con la paura di contenziosi, con la complicità di parte dell’opposizione che ha votato di buon grado l’atto ma la giurisprudenza continua e consolidata garantisce, senza alcun rischio per il soggetto pubblico, lo “ius variandi” cioè la possibilità di ridurre i volumi precedenti quando ci si muove secondo gli interessi pubblici e generali ( vedi sentenze TAR e Consiglio di Stato sul PRG di Roma ed di altri comuni)”.

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