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Affaire Acif. L’attacco irruente del sindaco di Scicli all’on. Dipasquale

Affaire Acif. L’attacco irruente del sindaco di Scicli all’on. Dipasquale
marzo 16
10:58 2018

Riceviamo e pubblichiamo.

“Non è nostra abitudine fare o assecondare polemiche sollevate da altri.
Ma a volte è necessario fare chiarezza, per onestà intellettuale e dovere di trasparenza.
Martedì, come detto ieri in un comunicato stampa del Comune di Scicli, si è svolto un importante incontro a Palermo tra il Sindaco di Scicli e il Presidente della Regione Sicilia sulle questioni ambientali che riguardano il territorio di Scicli.
L’incontro era stato richiesto formalmente dalla massima istituzione rappresentativa di una città, ovvero il Sindaco, sin dal mese di gennaio.
Che poi tale incontro fosse stato sollecitato anche da altri, ivi compresi deputati iblei, è un fatto che va assolutamente a merito di essi.
Il Sindaco di Scicli è stato invitato personalmente dal Presidente della Regione per telefono la scorsa settimana, concordando una data utile per entrambi.
Il Sindaco non era a conoscenza se il Presidente avesse ritenuto di invitare anche la deputazione iblea o parte di essa.
All’incontro, in effetti, il Sindaco ha trovato presenti i deputati Assenza, Ragusa e Campo.
Poiché l’on. Di Pasquale ha postato sui social un video e affermato in un comunicato in cui sostiene che non ne sapeva nulla e che non c’è stato nessun contatto con il Sindaco, possiamo solo dire che il Sindaco, interpellato in maniera compulsiva proprio dall’On. Dipasquale, sin da sabato 10 marzo lo aveva personalmente messo a conoscenza dell’incontro. L’on. Dipasquale gli aveva detto che non poteva assicurare la sua presenza a Palermo in quanto già impegnato a Ragusa in altro impegno istituzionale alla Camera di Commercio sul tema delle infrastrutture. Fermo restando che il Sindaco di Scicli non ha certamente bisogno di avere come suo tutor l’on. Dipasquale – e peraltro non se ne capirebbe il perché neanche dal punto di vista politico – risponde comunque del tutto al vero che un raccordo tra il Sindaco di Scicli e l’On. Dipasquale c’è comunque stato su questa questione.
Restiamo poi basiti per il fatto che, partendo dall’uscita francamente a dir poco infelice dell’on. Dipasquale, ovvero partendo dal nulla, si scateni un fuoco di fila di comunicati da parte di qualche ambiente cittadino di Scicli che, ergendosi a paladino della comunità, con grave mancanza di rispetto nei confronti delle istituzioni democratiche della città, accusa l’amministrazione comunale di essere divisiva mentre l’amministrazione comunale non ha fatto altro che rappresentare ai massimi livelli istituzionali regionali il tema della questione ambientale a Scicli, come atto dovuto e come impegno assunto nell’ultima assemblea cittadina tenutasi presso il teatro Italia, a cui peraltro non ci pare sia stato presente l’on. Dipasquale.
Se poi a qualcuno, a dir il vero pochi e sempre gli stessi, tutto ciò dispiace, ne prendiamo atto. Purtroppo per loro in democrazia funziona così: ci si candida, si riceve il consenso e si governa. E tutti devono avere il massimo rispetto delle istituzioni, sempre. Altrimenti si diventa strumentali, finanche eversivi dell’ordine costituito e destabilizzanti degli assetti sociali e politici di una città che sta pian piano riprendendo le caratteristiche di una città normale, dopo lo scioglimento del consiglio comunale. O forse dobbiamo ritenere che questo percorso di ripresa democratica e di legalità a qualcuno dispiaccia? Magari perché si pensava di guidarlo in altra direzione e con altri soggetti?
Potremmo continuare, ad esempio invitando a riflettere su chi aveva responsabilità di governo della città e ha anche fatto atti deliberativi nel momento in cui la vicenda dell’impianto di rifiuti pericolosi prese il via. Ma non serve; oggi serve ribadire con forza e coesione quella che è la posizione assolutamente contraria della comunità a tale impianto.
Ci fermiamo qui. A noi interessa affrontare e provare a risolvere i problemi, non sollevare o andare dietro a sterili polemiche, tantomeno seguire beghe politiche di livello regionale o locale che appartengono ad altri e che nulla hanno a che fare con la vita quotidiana di chi amministra una città e di chi da essi è amministrata”.

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