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Vittoria. Torture, sevizie e minacce. La ferocia bestiale di un imprenditore agricolo

Vittoria. Torture, sevizie e minacce. La ferocia bestiale di un imprenditore agricolo
Febbraio 20
13:062018

Lo scorso 12 febbraio un cittadino rumeno ha denunciato al Commissariato di polizia di Vittoria il suo datore di lavoro, Rosario Dezio, classe ’77, per una storia che ha dell’incredibile, appunto bestiale.

Se in fase processuale il racconto del bracciante rumeno dovesse risultare vero, non troveremmo parole per descrivere un tale atteggiamento, che non solo non ha e non può avere asilo in un paese civile, ma risulterebbe alieno a qualunque definizione si voglia dare dell’essere umano. Tragicamente dobbiamo accettare l’idea che esistono persone che con i loro pensieri, con le loro azioni, sono capaci di cancellare secoli di progresso intellettuale e morale. Questa storia che vi stiamo raccontando ricorda certi romanzi, certe atmosfere, che credevamo morte e sepolte. Questa storia è una storia di assoluto degrado.

Ma veniamo ai fatti. Questo Dezio una notte sorprende un suo operaio – il bracciante rumeno – con una bombola di gas, “improvvidamente” sottratta dal magazino dell’imprenditore, per potersi riscaldare viste le rigide temperature di quella notte. Dezio, a questo punto, inizia a picchiarlo selvaggiamente a mani nude, poi con un bastone, poi col calcio del fucile ed infine, non contento, lo minaccia con lo stesso esplodendo alcuni colpi in aria per terrorizzarlo. In fondo aveva rubato una sua bombola del gas.

Non pago, l’indomani lo va a cercare scovandolo in un casolare abbandonato, lo sequestra per ore all’interno dell’azienda, chiudendolo in un garage. Lo lega mani e piedi e lo appende ad una trave colpendolo con un bastone ripetutamente in ogni parte del corpo.
La vittima si è salvata, riportando solo diverse fratture e lesioni guaribili in almeno 45 giorni.

Ma no, il nostro “signor” Dezio non è nuovo a questi comportamenti. Altri braccianti, colleghi di quel malcapitato, hanno raccontato alle forze dell’ordine quali e quante sevizie e torture hanno dovuto subire nel tempo da parte di questo signore e il tutto per qualche spicciolo.

Una fattoria fuori dal tempo, un luogo degli orrori, dove un uomo, fa quasi impressione definirlo tale, in fondo è più simile ad un padrone, ad uno schiavista, per un malaugurato caso della vita, si trova a ricoprire una posizione di preminenza sociale ed economica nei confronti di un gruppo persone disperate, fuggite dal loro Paese in cerca di fortuna, non sapendo che qui, nella bella e civile Italia avrebbero trovato un inferno, un mostro che si sente in diritto di picchiare, sequestrare e torturare un uomo per una bombola di gas, del valore di qualche decina di euro, rubata solo per riscaldarsi. E’ difficile non esprimere giudizi o immaginare punizioni per reati tanto odiosi, per fortuna esiste una magistratura e delle leggi che si occuperanno di questo tal Dezio.

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Rosario Distefano

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