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Raccolta differenziata: avanti pianissimo, quasi indietro

Raccolta differenziata: avanti pianissimo, quasi indietro
Novembre 03
08:582017

Dal diciottesimo Rapporto Rifiuti Urbani dell’ISPRA relativo al 2016, pubblicato a fine ottobre, (ri)emerge che la Sicilia continua ad occupare il fanalino di coda nella classifica regionale per la raccolta differenziata: situazione peggiore perfino rispetto al 51,7% della Campania, considerata regione-simbolo dell’emergenza rifiuti. Inoltre, dato ancora molto più significativo, e preoccupante, nessuna provincia isolana supera il 25% nella raccolta differenziata. Aurea mediocritas per la provincia di Ragusa, quinta sulle nove dell’isola col 16,65%, percentuale desolante sebbene in leggerissimo aumento rispetto all’anno precedente. Da notare la differenza tra le percentuali espressa da ognuno dei dodici comuni iblei: in testa Acate al 58,83% (+ 2,93% ) e Monterosso Almo al 52,70% (+ 1,91%), in coda Scicli al 5,70%, Chiaramonte Gulfi al 3,20% e Vittoria al 2,59%. Negli altri comuni si registrano modestissimi aumenti rispetto al 2015: Comiso è al 42,34%, Ispica al 28,81%, Pozzallo al 24,80%, Ragusa al 20,10%, S. Croce Camerina al 12,50%, Modica all’11,07%, Giarratana al 9,34%. Come Legambiente ribadisce da un decennio, senza essere ascoltata, i dati di Acate e Monterosso dimostrano che la raccolta differenziata porta a porta secco/umido consente di diminuire i conferimenti in discarica, riducendo di conseguenza i costi del servizio, le bollette dei cittadini e il rischio emergenza rifiuti. Di fatto, la chiusura dell’ultima discarica in provincia e il lievitare dei prezzi di conferimento del rifiuto residuo fino agli attuali quasi 130 € per tonnellata, hanno reso ancora più irrinunciabile la raccolta differenziata, ovviamente supportata dalle adeguate condizioni impiantistiche: attivazione dei centri comunali di raccolta e, soprattutto, impianti di compostaggio. Fermo restando che il centro prossimo ad entrare in esercizio a Ragusa e quello attualmente fermo a Vittoria, non basterebbero ad accogliere tutto l’umido raccolto nella provincia nel caso che anche gli altri comuni toccassero i livelli di raccolta differenziata raggiunti da Acate e Monterosso. Perché rispetto alle 25.000 tonnellate/anno potenzialmente attivabili al momento, servirebbe una capacità di almeno 40.000 tonn/anno.

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Gianni Papa

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