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Il Marsala, un po’ come tutte le aree verdi della città, ridotto a una selva. La denuncia di Territorio

Il Marsala, un po’ come tutte le aree verdi della città, ridotto a una selva. La denuncia di Territorio
luglio 22
16:10 2017

“Ma come fanno a trattare la città in questo modo? Sinceramente ce lo chiediamo sempre più spesso, ogni volta che appuriamo tutto ciò che non va”. Lo dicono il portavoce del movimento Territorio Ragusa, Emanuele Distefano, con il responsabile degli enti locali dello stesso movimento, Michele Tasca, dopo avere effettuato un sopralluogo in quella che un tempo era una delle aree più gettonate dai giovani e non solo. “Stiamo parlando – dicono Distefano e Tasca all’unisono – del quartiere frequentato dalla Ragusa bene e che veniva chiamato “il Marsala”. Tra l’altro, proprio in quest’area insistono due istituti scolastici e una palestra che tutti conosciamo, vale a dire l’Umberto I. Oggi l’intera zona versa in pessime condizioni, abbandonata a se stessa. Ed è fin troppo evidente che l’amministrazione comunale sottovaluta il problema. La piazzetta del Marsala è diventata ricettacolo di immondizia e topi. In più, con questo caldo e con la presenza di una sterpaglia così consistente, si corre il serio pericolo che, nel caso di un incendio, tutto possa prendere fuoco, con problemi seri che potrebbero verificarsi per le abitazioni circostanti. La settimana scorsa abbiamo messo in luce come la centralissima piazza Stazione versi nelle stesse condizioni. Oggi segnaliamo quest’altra realtà nel degrado più completo. Evidentemente dobbiamo prendere atto di una cosa. E cioè che questa amministrazione non è nelle condizioni di poter programmare la pulizia, la scerbatura, la messa in sicurezza di questi siti. Non bisogna dimenticare che anche questa, come altre aree cittadine ad alta densità abitativa, dove transitano pure i turisti, non invoglia certo a passarci del tempo alla luce di tutto questo degrado. E noi denunciamo con forza tale situazione, sperando che l’amministrazione comunale si passi una mano nella coscienza e cerchi di intervenire al più presto”.

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