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Comiso, scout e migranti insieme per l’integrazione

Comiso, scout e migranti insieme per l’integrazione
aprile 27
11:32 2017

Le vie dell’integrazione sono infinite… ma da qualche parte si dovrà pure cominciare! Con questo spirito, probabilmente, proseguono gli incontri tra gli ospiti dello SPRAR “Accoglienza Casmenea” di Comiso (gestito dalla Fondazione San Giovanni Battista) e il gruppo Scout “Comiso 1, Clan Stella Polare”.

Un primo incontro era stato organizzato il mese scorso; l’esperienza si è ripetuta nel corso della giornata del 24 aprile, dedicata allo svolgimento di attività in comune, tra scout e ospiti dello SPRAR. Sulla natura di questi incontri, così ha commentato Alessandro Guastella, responsabile del progetto SPRAR: “già sul finire di gli scout hanno voluto visitare il nostro centro di contrada Canicarao. Era importante per loro cercare di capire in maniera diretta il fenomeno della migrazione forzata. Lo hanno fatto ascoltando le testimonianze dei nostro ospiti, molti dei quali giovanissimi. Il 24 aprile, dunque, abbiamo dato vita insieme ad una escursione in perfetto stile scout da Canicarao verso contrada Porrazzito, per giungere nei locali di proprietà della Chiesa Madre di Comiso”.

Una giornata di dialogo all’insegna dell’arte, della musica e del teatro, da sempre forme di comunicazione che vanno oltre la parola, ed eccellente motore d’integrazione. Come afferma Guastella, i ragazzi dello SPRAR sembrano aver gradito: “i nostri ragazzi sono stati felicissimi perché hanno incontrato dei coetanei. Hanno molto apprezzato il confronto libero che gli ha permesso di esprimersi e sperimentarsi in attività nuove. Siamo grati agli Scout e contiamo di proseguire lungo questo percorso”.

Per quanto riguarda l’esperienza vista dal punto degli scout, hanno parlato i capi Simona Sciortino e Nuccio Battaglia, che così spiegano il loro impegno sul fronte dell’integrazione: “il nostro obiettivo è quello di far sviluppare nei nostri ragazzi un senso critico sul tema dell’immigrazione. I nostri giovani si aspettavano storie complicate, vissuti drammatici. Tuttavia, avendo a che fare con dei coetanei hanno interagito sullo stesso piano instaurando una relazione molto positiva. Alla fine del nostro progetto annuale realizzeremo una serata aperta alla cittadinanza per far conoscere i risultati raggiunti”.

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Carmelo Dipasquale

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