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Immediata risposta dell’assessore Martorana al Laboratorio 2.0 in merito al servizio riscossione tributi

Immediata risposta dell’assessore Martorana al Laboratorio 2.0 in merito al servizio riscossione tributi
marzo 10
10:05 2017

L’Amministrazione comunale e gli uffici competenti, sulla questione, sono ben svegli. Piuttosto, proprio gli amici del Laboratorio 2.0, vista la mole di imprecisioni comunicate in conferenza stampa, sembrano vittima di un abbaglio collettivo o, per restare in tema, di un colpo di sonno, visto che molte delle questioni sollevate, erano già state affrontate da altri consiglieri d’opposizione. Per fortuna senza conseguenze, a parte le gravi allusioni nei confronti del gestore del servizio di anagrafe immobiliare, su cui preferisco non entrare nel merito. Partiamo dalle presunte cartelle pazze: di pazzesco, c’è solo il miscuglio tra Ici, Tarsu ed Idrico. Gli amici del Laboratorio 2.0, se solo avessero chiesto ai consiglieri Iacono e Castro copia della risposta ad una specifica interrogazione da loro presentata, avrebbero scoperto che l’anagrafe immobiliare, al momento, ha attivato solo gli accertamenti Tarsu e non Ici ed Idrico, che non c’entrano proprio nulla. Sul merito degli accertamenti, esistono i normali strumenti a disposizione dei cittadini, tra i quali la mediazione tributaria. Ed ognuno è pienamente legittimato a far valere le proprie ragioni. L’abbaglio degli esponenti del Laboratorio 2.0, prosegue, invece, relativamente alle altre questioni sollevate. E mi riferisco, in particolare, alla contestazione sulla scelta stessa di attivare il sistema di anagrafe immobiliare. L’avvio del progetto risale ad una delibera della Giunta Municipale datata 10 novembre 2010. Un’idea sicuramente interessante, che abbiamo trovato a metà del percorso, come tante altre cose in questi anni, e che abbiamo dovuto gestire nel miglior modo possibile, a servizio della comunità. Strano che chi oggi contesta, in nome della coerenza, virtù spesso dimenticata in politica, non ricordi questo semplice aspetto. Sulla ricostruzione originale relativa alla composizione del gruppo societario che gestisce il servizio attualmente, mi basta citare la risposta del dirigente competente, ben attento e vigile su questo tema, ad un’interrogazione dei consiglieri D’Asta e Chiavola, peraltro citata dagli stessi esponenti del Laboratorio. In merito alla medesima preoccupazione, il dirigente sottolineava la regolarità delle procedure, specificando, anche a seguito di una specifica richiesta rivolta al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che “l’Ente non ha motivo per procedere alla risoluzione dell’affidamento, visto che Ati-Lamco sta assicurando, al momento, la prestazione richiesta sulla base degli standard qualitativi contrattualmente pattuiti. Quindi la situazione è sotto stretto controllo e sotto l’estrema vigilanza del Comune”. Nella stessa risposta, peraltro, gli amici del Laboratorio 2.0 avrebbero avuto risposta anche su altri due dubbi sollevati. Ossia, il mantenimento dei requisiti necessari “che, in base alla legge Prodi-Marzano, permangono per 18 mesi nonostante la procedura di amministrazione straordinaria”, nonché rispetto alla responsabilità di movimentazione delle riscossioni da parte dei cittadini. L’attuale gestore, infatti, fornisce “un mero supporto tecnico alla gestione”, mentre “il potere tributario, e quindi la riscossione, restano di pertinenza del Comune”. Gli amici del Laboratorio 2.0, a quanto capisco tratti in inganno dall’intestazione del conto corrente di riferimento, non hanno quindi compreso che il gestore non ha in atto alcuna attività di riscossione diretta, in virtù di una specifica clausola contrattuale, bensì procede semplicemente ad un’attività di supporto. Nessun rischio, quindi, se ci fosse, di replicare situazioni quali quelle illustrate dal Laboratorio 2.0. Anche sulla quantificazione dell’aggio dovuto al gestore, sottolineo innanzitutto che il tutto era stato già stabilito ben prima dell’insediamento dell’attuale Amministrazione comunale. E proprio per definire al meglio i problemi relativi alla corretta interpretazione delle clausole contrattuali relative al calcolo dell’aggio, l’Amministrazione comunale ha pienamente condiviso la richiesta specifica del dirigente competente di richiedere un parere all’Autorità Nazionale Anticorruzione. Anche questo aspetto, comunque, era già stato ampiamente illustrato in risposta all’interrogazione dei consiglieri Iacono e Castro. Da qui, un semplice consiglio agli amici del Laboratorio 2.0: l’attenzione e la vigilanza dell’opposizione su temi così importanti, sono un valore. Basta che non riguardino temi già affrontati o sui quali l’Amministrazione comunale, ma soprattutto gli uffici, hanno già pienamente attivato tutti gli strumenti di controllo. Altrimenti, si tratta di bolle di sapone”.

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