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Mostra conclusiva del Laboratorio espressivo del Centro diurno di psichiatria

Mostra conclusiva del Laboratorio espressivo del Centro diurno di psichiatria
Febbraio 28
12:23 2017

La mostra sarà visitabile a Modica a Palazzo Grimaldi dal 25 febbraio al 11marzo e a Pozzallo, allo Spazio Cultura “Meno Assenza”, dal 18 al 31 marzo.

Almeno due sono le soggettività che nel ‘900 hanno posto la grande questione dei diritti e delle libertà individuali: il mondo della patologia mentale, della diversità, della cosiddetta anormalità e quello delle donne, entrambi portatori di bisogni e desideri, di diritti sociali e civili. Questa mostra parte dall’idea di rendere visibili questi due mondi, simili per molti aspetti, cercando di mostrare la complessa vicenda personale e sociale che risiede in questi percorsi di vita, attraverso l’Arte intesa come un forte linguaggio per dire di sé. Da questi presupposti unitari, la mostra si muoverà quindi per due sezioni distinte: una che raccoglie le opere realizzate nel laboratorio riabilitativo di pittura degli utenti del Centro Diurno dell’U.O.C. di Psichiatria di Modica, l’altra realizzata da 5 pittrici del nostro territorio che hanno tentato di raccontare e raccontarsi nel loro difficile percorso di donne e di artiste.

Il laboratorio è stato seguito da 11 utenti, non nuovi alle esperienze legate alla espressività, come ad esempio la danzaterapia, il teatro o la fotografia, tutte forme usate in riabilitazione che consentono di mettere in movimento alcune parti di sé attraverso l’elemento terapeutico della creatività, seppur usato nella nostra pratica riabilitativa sempre in una ottica gruppale e di relazione con il territorio. In questo percorso, che ha visto la collaborazione del Maestro Salvatore Fratantonio, ognuno ha potuto confrontarsi con l’esperienza libera del dipingere, seppur mediata da elementi di riflessione su di sé e sulle proprie produzioni artistiche. Il laboratorio ha rappresentato dunque una esperienza di lavoro riabilitativo che ha permesso di approfondire il nesso tra arte e psicopatologia, tra sanità e cultura.

Il lavoro creativo delle donne, anticipato da momenti di riflessione di gruppo, si è concentrato sul tema della soggettività femminile che ognuna di loro ha attraversato in maniera differente e con diversità stilistica. Lo sforzo di ognuna di esse è stato quello di trasferire sulla tela il percorso, la linea di indirizzo della loro vita e il profondo lavorio che vi è dietro.

I due percorsi sono accomunati da due concetti: la “Ricerca“ cioè l’incessante e individuale interrogarsi per capire chi siamo e perché scegliamo; la “Libertà” cioè la possibilità di ognuno di raccontare la propria storia in prima persona, di dirsi con opere di valore, da protagonisti.

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