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Giovanni Avola: “La vicenda dell’accorpamento delle Camere di Commercio di Ct-Rg-Sr è vittima della schizofrenia di qualcuno”

Giovanni Avola: “La vicenda dell’accorpamento delle Camere di Commercio di Ct-Rg-Sr è vittima della schizofrenia di qualcuno”
Febbraio 15
12:34 2017

Contrariamente a quanto riportato dalla stampa, la mancata elezione del presidente della CAMCOM di CT-RG-SR non è un colpo di scena ma l’ennesimo risultato del torbido intreccio tra pezzi dell’associazionismo ( vero gestore attraverso le camcom di pubbliche infrastrutture quali i due aeroporti ) e il governo regionale di turno.
Le camcom del triangolo CT-SR-RG da quasi un ventennio oltre a case delle imprese si sono trasformate in enti para-territoriali che cogestiscono il potere politico, finanziario ed economico di enorme proporzione che ruota attorno agli aeroporti di Catania e Comiso.
Esso è l’unica causa dell’attuale rottura dopo che il governo regionale d’intesa con l’associazionismo rampante si spartisce la gestione della SAC e della SOACO e trova il “naturale“ accordo per l’elezione dei vertici della nuova camcom accorpata. Questo non piace alla parte perdente dell’altro associazionismo, quella che ha gestito prima l’aeroporto di Catania e che, facendo leva sugli istinti primordiali forti, si inventa il campanile siracusano già defraudato della perdita dell’Autorità Portuale di Augusta a favore di Catania.
Apriti cielo! Siracusa contro Catania con il presidente della Regione che, imbarazzato, chiede al Ministero il parere per lasciare Siracusa autonoma e confermare l’accorpamento parziale tra Catania e Ragusa.
Quella di Crocetta è l’ennesima capriola e un’offesa alla dignità della dirigenza e all’autonomia della camcom di Ragusa. Non è di sua competenza stabilire le sorti della camcom iblea e dei suoi dipendenti quasi sempre ignorati.
Il Consiglio camerale ibleo (come quello aretuseo) il 15 Febbraio 2015 aveva votato all’unanimità la nascita della camcom CT-SR-RG nell’ambito dell’autoriforma voluta dal governo nazionale che riduceva a quattro le camcom in Sicilia e nella logica di ottimizzare le spese di funzionamento, fiaccate dalla riduzione delle quote delle imprese. La nascente camcom si inquadrava inoltre nel progetto di grande respiro per il tessuto produttivo della Sicilia Orientale che era l’Area Vasta. L’ex-camcom ragusana avrebbe sicuramente giocato un ruolo di peso nell’antico conflitto tra il notabile della Confindustria siracusana e quello della Confcommercio catanese.
Dunque una scelta responsabile, di opportunità e di prospettiva che va ancora difesa e perseguita magari riconsiderando l’opportunità di continuare a gestire i due aeroporti riportando la camcom alla sua naturale funzione. La camcom deve uscire fuori dalle gestioni aeroportuali.
È chiaro, però, che se nei giochetti tra Regione, Ministero e nuovi sodali dovesse venir meno la presenza di Siracusa tutto andrebbe ridiscusso. Dunque nessun automatismo per la nostra collocazione. Noi abbiamo responsabilmente votato l’accorpamento a tre ed oggi non possiamo subire la schizofrenia di qualcuno.
Poiché resto convinto che la camcom debba ancora esercitare un ruolo importantissimo nella crescita e nello sviluppo del nostro territorio, ritengo che il presidente Giannone debba al più presto convocare il Consiglio Camerale per valutare ogni iniziativa volta a scongiurare la marginalità della nostra Camera. Non possiamo essere spettatori!
È quello che chiede il mondo dell’imprese e il mondo del lavoro.

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