Dopo allagamenti e mareggiate, Legambiente Ispica lancia l’allarme: «Territorio in ginocchio, urgono verità e rimedi»

Ci risiamo. In queste ore, la Politica sta facendo l’ennesima conta dei danni e l’ennesima sventagliata di promesse indennitarie, per disastri dai quali Legambiente Ispica aveva messo in guardia da tempo, restando però inascoltata.
La prima emergenza, nella seconda metà di gennaio, è consistita in una lunga serie di allagamenti, a seguito della tracimazione dei canali di raccolta delle acque reflue, in parte ostruiti da canne e detriti, quando non addirittura interrati dai proprietari dei fondi limitrofi. Il fenomeno ha devastato in particolare il sistema viario e le abitazioni della Marina Marza, centro nevralgico del turismo balneare cittadino, ma non meno duramente sono state colpite anche le aree più interne a prevalente vocazione agricola e residenziale, come la contrada Cozzo Muni.
Le medesime precipitazioni hanno aggravato lo slavamento di detriti e rifiuti speciali da Cava Mortella, arrecando forti danni alle infrastrutture del percorso turistico attrezzato che si snoda dalla chiesetta rupestre di S. Maria nella Cava fino al Vignale S. Giovanni.
Ancora più preoccupante quanto è accaduto, da ultimo, lungo la fascia costiera, in corrispondenza dell’intersezione tra la strada litoranea ed il centralissimo Viale Kennedy. Qui, infatti, in pochi giorni alcune mareggiate hanno spazzato via tutto l’arenile, fino a lambire la stessa carreggiata (subito transennata perché a rischio di crollo).
Ciascuno di questi episodi è di per sé allarmante e testimonia l’estrema fragilità idrogeologica del nostro territorio.
Quello che sconcerta, tuttavia, è che su tali tematiche il Circolo “Sikelion” caldeggia da tempo (talora addirittura da anni) delle soluzioni concrete: ad esempio, è dello scorso mese di novembre l’invito, rivolto all’Amministrazione comunale, a presentare un progetto di ammodernamento e messa in sicurezza delle strade rurali, per i quali la Regione ha stanziato ben 34 milioni di euro.
Quanto alla spiaggia, già duramente provata dal fenomeno erosivo, i crolli nei pressi del Viale Kennedy rappresentano certo una doccia gelata per quanti – a cominciare dal Comitato “S. Maria del Focallo – Marina Marza” – per mesi hanno insistito sul carattere quasi miracoloso del progetto di ripascimento in atto nella zona di Ciriga e Via ’Ucca ’â Marina.
«Il fatto che tra i pennelli siano ricomparsi dei fazzoletti di sabbia ancor prima del trasporto di essa dai siti di prelievo – ha scandito il presidente di Sikelion, José Bellisario – più che a festeggiare la precoce “riuscita” dell’impresa, induce a domandarsi da dove provenga questo materiale. Noi di Legambiente, in particolare, ci chiediamo se esso non sia sottratto alle spiagge più a valle (come appunto quella del Viale Kennedy), con l’effetto quindi di spostare il problema, anziché risolverlo.
«Invero, sulla sostenibilità ambientale dell’attuale progetto di ripascimento i Circoli iblei di Legambiente nutrono da tempo forti riserve, al punto da chiedere alla magistratura di vederci chiaro. I cittadini hanno tuttavia il diritto che i loro bisogni vengano ascoltati, prima che dai giudici, dai propri Amministratori democraticamente eletti: ai vari livelli, sta a costoro – ha concluso Bellisario – il dovere di intervenire subito per evitare che, un giorno o l’altro, ci si ritrovi a piangere non solo la perdita di colture e abitazioni, ma anche quella di vite umane».
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di Redazione13 Feb 2017 11:02
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