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Le sedute del Consiglio comunale oramai sono l’una la fotocopia dell’altra

Le sedute del Consiglio comunale oramai sono l’una la fotocopia dell’altra
Gennaio 21
11:15 2017

La seduta del Consiglio comunale, in programma per ieri (19 gennaio, ndr.), è stata rinviata a oggi (20 gennaio, ndr.) per la mancanza del numero legale. Intendiamoci, i consiglieri erano presenti, ma a un certo punto, le opposizioni, hanno voluto dimostrare ancora una volta il fatto che Piccitto non ha più una maggioranza e perciò sono usciti dall’Aula, facendo mancare di conseguenza il numero legale.
Oramai le sedute del Consiglio comunale seguono tutte la medesima logica.
La maggioranza presenta un atto, le opposizioni sfruttando a pieno i loro due interventi, criticano l’atto, a volte, anzi spesso, ripetendo gli stessi concetti dichiarati nel primo intervento e/o dai colleghi di opposizione e così si giunge alla votazione, a meno che non decidono di far cadere il numero legale.
Questo è avvenuto ieri, questo è avvenuto, ad esempio, nella seduta fiume del 30 dicembre. Di contro i consiglieri di maggioranza o stanno in silenzio o fanno un intervento, al massimo due, senza mai entrare nel merito della vicenda ossia senza difendere convintamente l’atto. Sono veramente rare le volte in cui i consiglieri della maggioranza si sono spesi per dimostrare la bontà e il valore dell’atto proposto dalla Giunta.
Nella seduta di ieri, l’Aula ha discusso solamente il primo punto all’ordine del giorno, presentato dalla consigliera pentastellata Antoci, avente per oggetto l’acquisto di nuove attrezzature per la biblioteca.
Le opposizioni si sono scagliate non contro l’atto, ma contro l’Antoci, biasimando il fatto che un consigliere, per supplire alle mancanze della Giunta, presenti un ordine del giorno. Questo ragionamento non fa una piega, anzi, come ha fatto notare il consigliere Ialacqua, questo ordine del giorno ha evidenziato una grave pecca della Giunta Piccitto. Adesso, però, ciò che mi sfugge è la critica all’Antoci.
Tante, tantissime volte abbiamo biasimato i consiglieri di maggioranza perché assolutamente acritici, per non dire piegati, nei confronti dell’Amministrazione, per una volta, una consigliera, di solito silente, presenta un atto in favore della città, che in qualche modo denuncia pure le mancanze dell’Amministrazione, e cosa fanno le opposizioni? Attaccano l’Antoci e fanno cadere il numero legale.
Mi rendo conto che questo è ormai il leitmotiv delle sedute consiliari, l’unico obiettivo delle opposizioni sembra essere quello di dimostare, costi quel che costi, l’inconsistenza e l’incpacità della maggioranza e dell’Amministrazione, anche a rischio di impantanare l’intera macchina amministrativa. Insomma un’opposizione senza se e senza ma. A onor del vero bisogna ammettere che i 5 Stelle non fanno niente di niente per rendergli l’impresa complicata ossia di materiale per farsi criticare, per farsi biasimare se non addirittura per rendersi ridicoli dinnanzi all’Aula e alla città ne producono a iosa. Anche, ad esempio, questo stesso ordine del giorno dell’Antoci non era un capolavoro. Come molti esponenti delle minoranze hanno fatto notare a più riprese, quell’atto era: “Vago, scritto male e soprattutto incapace ad affrontare le vere criticità della nostra biblioteca”.

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Rosario Distefano

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