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L’abominio politico-burocratico del consigliere che è anche assessore

L’abominio politico-burocratico del consigliere che è anche assessore
Gennaio 21
12:58 2017

Sono passati otto mesi, ma qualcuno ha ancora difficoltà ad accettare il doppio incarico di Nella Disca e di Gianluca Leggio. Assessori e consiglieri, consiglieri o assessori? Che confusione, potremmo dire. Una confusione mista allo sgomento, che, però, non ha proprio ragion d’essere e, ma questa è la posizione personale di chi scrive, ha finito sinceramente di stancare. Questa è solo una manfrina trita e ritrita. Certuni si dicono addirittura scandalizzati per questo abominio politico-burocratico che Piccitto avrebbe compiuto otto mesi fa. Lui, l’ingegnere, come si è permesso a nominare assessori due consiglieri?
Applicando la legge, verrebbe da dire. Sì, la legge. Questa sconosciuta, buona solo quando ci fa comodo. Sì, perché la Regione Siciliana, con la Legge elettorale n° 6 del 5 aprile 2011, sancisce, all’art. 4, che non vi è alcuna incompatibilità tra le due cariche. Amen!
Quindi dove sta il problema? Piaccia o no, questa è la legge e come ci ricorda la tradizine della scolastica: lex dura, lex sed lex.
Sarà giusto? Sarà sbagliato? Non importa, è così. Ma non per noi italiani. Lo sappiamo, il nostro sport nazionale è quello di pontificare su tutto. Attacchiamo le decisioni dei giudici e quindi i giudici stessi, perché una certa sentenza non ci piace. Attacchiamo la legge e il legislatore, se la norma non fa al caso nostro. Bene, peccato però che i risultati di questa presunzione sono sotto gli occhi di tutti: l’Italia è una nazione profondamente corrotta e la corruzione è quasi oramai diventata un tratto distintivo del Bel Paese. Quasi, quasi mi verrebbe da ricordare quel buontempone che dichiarò all’universo mondo che evadere le tasse è cosa buona e giusta, se queste sono inique.
Ieri mattina, per non farci mancare nulla, quelli del secondo meetup, insomma quelli di Ragusattiva 5 Stelle, hanno definito “immorale” questa doppia carica e non contenti, o forse perché a corto di idee, ci ripropongono il comunicato che loro stessi scrissero e inviarono alla stampa lo scorso aprile, in occasione proprio della nomina ad assessore di Nella Disca e Gianluca Leggio. Siamo al paradosso.
Gli esponenti di questo secondo meetup, però, non sono soli in questa battaglia. La stragrande maggioranza delle opposizioni, infatti, non perde occasione – sino a due giorni fa in Consiglio comunale qualcuno si è lamentato di ciò – per denunciare questo abominio politico-burocratico (mi scuserete, ma anche a me piace autocitarmi, ndr.).
Per certi versi posso pure capire il lavoro delle opposizioni, che, da tempo, hanno deciso di contrastare e criticare qualsiasi azione provenga da questa Amministrazione. Giusto e anche legittimo, di sicuro però non riesco proprio a capire l’opportunità di scandalizzarsi per il solo fatto che qualcuno ha applicato una legge.
Sicuramente qualcuno adesso sbandiererà la carta delle funzioni del consigliere, che sì rappresenta il potere legislativo, ma ha anche il compito di controllare l’attività dell’esecutivo e quindi, come può un consigliere/assessore essere al contempo controllore e controllato? Boh, con il voto? Se un atto è profondamente ingiusto, infatti, questo consigliere/assessore potrà sempre votare negativamente. Ma andiamo oltre, così tanto per non nasconderci dietro un dito. Quante volte si è vista la maggioranza, e non parlo solo di questa maggioranza, votare contro la propria Amministrazione?
Infine, facendo uno sforzo, non proprio indifferente, proprio perché vogliamo dare credito, solo per un attimo, alle strampalate teorie grilline, forse la cosa che li mette in difficoltà è proprio il concetto di doppio incarico e quindi della doppia indennità. Certo parliamo di briciole date in cambio di un lavoro per nulla facile e che naturalmente non si esaurisce ai soli consigli comunali, ma per i grillini ci sono dogmi che vanno rispettati religiosamente. Solo così possiamo spiegarci il perché gli irriducibili di Ragusattiva 5 Stelle hanno definito questo doppio incarico un atto immorale. Sta tutta qua la differenza tra Piccitto e questo secondo meetup. Il primo, dopo tre anni di governo, ha imparato sulla propria pelle che ci sono princìpi e princìpi, che governare non è proprio come inveire da una qualche piazza contro l’odiata politica e i politici. Quegl’altri, invece, continuano a nutrirsi della vuota retorica di Grillo e indifferenti a tutte le vicende che stanno travolgendo il Movimento e le varie amministrazioni pentastellate sparse per lo stivale, proseguono per la loro strada, a testa bassa, stringendo fieramente tra le mani lo statuto del Movimento.

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Rosario Distefano

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