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Ispica. Il Consiglio comunale dice no all’installazione di un ripetitore in contrada Crocifia

Ispica. Il Consiglio comunale dice no all’installazione di un ripetitore in contrada Crocifia
Gennaio 14
15:39 2017

Il Consiglio comunale di Ispica, nella seduta di ieri sera, ha approvato un Ordine del giorno proposto dai consiglieri di maggioranza e dal consigliere di minoranza Carmelo Denaro, che impegna l’Amministrazione comunale ad impedire la costruzione in corso di un ripetitore di telefonia mobile in contrada Crocifia e, in collaborazione con la società interessata, di ricercare un sito diverso che non presenti problemi di impatto ambientale e sia lontano dal centro abitato.
“Non è la solita reazione che si ha quando si costruisce un impianto del genere”, spiega il capogruppo del Partito democratico in Consiglio comunale Gianni Stornello. “Stavolta siamo in presenza di una zona importante dal punto di vista ambientale, all’ingresso di Cava Salvia, al confine con il vincolo di assoluta inedificabilità imposto dal Piano paesaggistico e in un luogo che offre un panorama straordinario: da Cozzo Pilato è possibile osservare il fianco sud del Colle della Calandra che declina verso la costa, con il mare fino al litorale di Pachino. Il palo di 36 metri previsto sarebbe una violenza all’armonia del posto. Per non parlare del fatto che l’area è già interessata da ripetitori che di per sé sono fonte di inquinamento elettromagnetico sul quale è in corso un fervente dibattito nella comunità scientifica riguardo alla portata dei danni che provoca alla salute. Sono legittime – dichiara Stornello – la preoccupazione dei abitanti della zona e la rabbia dei cittadini che hanno a cuore la bellezza del paesaggio. Nell’ordine del giorno approvato ieri sera, riconosciamo che ci serviamo tutti dei telefonini, non solo per la comunicazione in voce ma anche per la trasmissione dati: gli impianti di trasmissione sono pertanto necessari. La legge Gasparri, varata nel 2001, considera questi impianti strutture di interesse nazionale: la loro realizzazione passa sulla testa di tutti, come se fossero impianti militari. Ma noi, rivendichiamo il diritto di una comunità locale di essere parte attiva nelle scelte che riguardano il proprio territorio, soprattutto quando ad essere interessate sono aree degne di essere tutelate sotto il profilo ambientale e sono reali i fattori di rischio per la salute, invocando, in quest’ultimo caso, il “principio di precauzione”.
L’ordine del giorno – conclude il capogruppo del Pd – impegna l’Amministrazione comunale a richiedere all’A.R.P.A. (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) il monitoraggio dei campi elettromagnetici in atto esistenti nella zona e, ove nulla possa essere più fatto per bloccare la costruzione, adottare tutte le misure e tutti gli strumenti possibili per ricercare con la società interessata un sito alternativo, preferibilmente di proprietà comunale, e che comunque concili le esigenze tecniche della società di comunicazioni richiedente con la salvaguardia e la gestione razionale del territorio e la tutela della salute dei cittadini”.

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