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Da un nostro lettore anonimo: “Ragusa non avrà mai un teatro, peccato!”

Da un nostro lettore anonimo: “Ragusa non avrà mai un teatro, peccato!”
Novembre 28
17:30 2016

Qualche giorno fa è giunta in redazione la lettera, lo sfogo, di un nostro lettore che preferisce rimanere anonimo sull’offerta teatrale della nostra città, che questo cittadino mette a paragone con quella di Vittoria.
Abbiamo deciso di pubblicarla integralmente.

“Due giorni fa il Comune di Vittoria ha presentato il cartellone del Teatro Colonna per la stagione 2016/2017. Come sempre di estremo interesse e valore.
Ciò che andrò a vedere di sicuro? Beh, naturalmente Emma Dante (magari riuscirò finalmente a capire questa benedetta Divina Commedia), Peppe Servillo (quanto mi è piaciuta la Grande bellezza), Sergio Rubini (quanto è carino con quei riccioli bianchi) e il concerto dei Musica Nuda (un po’ di erotismo in teatro non guasta mai). Per questi appuntamenti ho già fatto un cerchietto sul calendario, poi se sarò libero e avrò tempo, proverò a non perdermi nulla.
Dopo l’iniziale euforia per tutti questi appuntamenti sono stato colto da una certa amarezza: e Ragusa?
No, a Ragusa nulla di tutto questo. Certo quelli di Vittoria hanno il loro bel teatro comunale, un gioiellino, che noi a Ragusa ci sogniamo, ma non posso credere che la mancanza di una struttura possa privare i ragusani di poter godere del magie del teatro: come sempre, così mi suggeriscono, è solo una questione di volontà e di denaro.
Ora, non so in effetti quanta disponibilità economica ha il Comune di Ragusa e ancora quanta volontà ci sia nel creare un cartellone teatrale di tutto rispetto eppure pare che le energie ci siano, pare, che da poco Ragusa abbia ingaggiato tale Massimo Leggio, che, se non erro, qualche competenza in materia ce l’ha.
Ma io non sono un critico teatrale, non mi sono mai occupato delle finanze del mio Comune né tanto meno degli umori o delle volontà che in Comune serpeggiano. Io, sono un banalissimo fruitore, anche più tosto ignorante, che non sarebbe minimamente in grado di immaginare una stagione teatrale degna di nota, forse perché, visto che ho sempre vissuto a Ragusa, il mio orizzonte di riferimento in materia è piuttosto limitato.
Detto ciò, non ce la faccio a nascondere la mia delusione, il mio rammarico, e perciò affido alla memoria delle pagine di questo giornale questo mio sentimento che mal riesco a descrivere, in fondo è un misto di tristezza, sconcerto, rassegnazione e sì, permettetemi il termine, di avvilimento.
Neanche la ventata di nuovismo rivoluzionario dei grillini al potere, su cui tutti noi avevamo contato e scommesso, è riuscito a smuovere il pantano culturale di questa città, figuriamoci poi l’orizzonte teatrale della città, che, a quanto mi dicono, è ostaggio delle solite vecchie cariatidi. Se così è, vuol dire che la soluzione è sempre e solo una: spostarci nella vicina Vittoria”.

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