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Ancora su Renzi, ancora sulle motivazioni del Sì, ancora sul referendum di cui nessuno parla

Ancora su Renzi, ancora sulle motivazioni del Sì, ancora sul referendum di cui nessuno parla
Novembre 17
17:55 2016

“Finalmente arriva Renzi e capiremo qualcosina in più su questo referendum”, sicuramente qualcuno lo avrà detto, lo avrà pensato alla notizia dell’arrivo in città del presidente del Consiglio. Chi lo ha fatto deve essere rimasto deluso, perché, come dicevamo ieri, Renzi ha parlato di tutt’altro, non entrando mai in argomento.

Furbo? Sì, certo, ma non più né meno dei detrattori di questa benedetta riforma. Infatti anche volendosi informare per bene, sciroppandosi le varie trasmissioni televisive di approfondimento e leggendo pile e pile di articoli, non si riesce a capire quali siano gli effetti reali della riforma.
A leggere i quesiti referendari, così come ci verranno proposti, non si può che votare Sì. Chi avrebbe, infatti, l’ardire di contraddire Renzi su temi quali l’abolizione delle provincie, la riduzione dei costi della politica o sulla semplificazione della politica e quindi dei lavori parlamentari? Nessuno, se ha un minimo di sale in zucca.

Questo, però, se si ascolta una sola campana, basta assistere a uno dei fautori del No, per ribaltare immediatamente la propria opinione. “La riforma è scritta male”, “Crea conflitti di competenze tra lo Stato e le Regioni”, “E’ una riforma che limita la sovranità popolare”, “E’ una riforma accentratrice, che limita le autonomie locali”, “Il Senato diventerà un organo dalla maggioranza indefinibile”, “E’ una riforma che mina il sistema di contrappesi propri della nostra Costituzione”, il presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale sarebbero troppo soggetti alle volontà del presidente del Consiglio e dell’esecutivo.

E’ un peccato, se non addirittura un crimine, che un atto così importante, come la riforma della nostra Costituzione, sia soggetto e vittima di un banale gioco politico pro o contro Renzi. Passi per i politici, oramai siamo abituati ad ingoiare di tutto, loro fanno il loro “lavoro”, un po’ meno per i commentatori, intellettuali e giornalisti vari, che mentre si dicono indipendenti e impegnati nella difesa dell’italico futuro, vengono fagocitati dal tritacarne Renzi Sì o Renzi No. Una giostrina imbarazzante mossa dai più bassi appetiti politici. C’è chi vuol ritornare al governo, chi deve togliersi qualche sassolino dalla scarpa, chi deve rendere omaggio a questo o a quello, e poi c’è chi, fregandosene di tutto e di tutti, magari perché insensatamente nostalgico, non ha mai sopportato il fiorentino, forse e giustamente neanche il Pd, ma questo ormai lo ha dimenticato, oggi l’obiettivo è fare campagna elettorale contro Renzi.
E questo a noi ci dispiace? No, la cosa che ci rammarica è che fra meno di un mese gli italiani saranno chiamati a decidere sul proprio futuro, ma non sanno cosa andranno a votare, nessuno parla di referendum e di riforma costituzionale e questo accade proprio nell’era della plastica, del 2.0, dove tutto è forma e la sostanza è solo un impiccio vetusto. Insomma è come se ci fossimo presi il lusso di dare un bel calcio nel sedere a Luigi Einaudi e al suo “Conoscere per deliberare”.

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Rosario Distefano

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