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La campagna elettorale a Ragusa pare essere iniziata. Nessuno, però, vuole andare alle urne

La campagna elettorale a Ragusa pare essere iniziata. Nessuno, però, vuole andare alle urne
Novembre 07
13:14 2016

Qualche giorno fa abbiamo dato notizia dell’inizio della campagna elettorale del Gruppo Insieme.

Fra meno di due anni, infatti, si celebreranno le elezioni amministrative a Ragusa ed è giusto che i vari soggetti in campo inizino o iniziassero a lavorare alla loro campagna elettorale sin da ora e ciò non solo perché ormai, giustamente, si parla di campagne elettorali permanenti, ma perché a esigerlo è il panorama politico cittadino, perché a chiederlo sono soprattutto i cittadini.

Al momento, il Movimento 5 Stelle non sa neanche se riproporrà Federico Piccitto come sindaco (potrebbero esserci delle deroghe alle regole del M5S per le regionali?) e l’incertezza la fa da padrona. Se si fa eccezione per Insieme nessun altro, infatti, ha dato il via ufficialmente alla propria campagna elettorale (peccato!). Ma la mossa di Insieme nasce dalla impellenza di farsi conoscere e riconoscere come il gruppo che fa capo a Giovanni Occhipinti.

Nessuno ad oggi è in grado di esprimere un candidato a sindaco (figuriamoci delle liste). Nessuno sarebbe in grado di andare domani o fra un anno alle urne.

Non lo è il Pd, che come si sa è divisissimo al suo interno, non lo è il Gruppo di Insieme, che ha appena iniziato la campagna elettorale, anche se si vocifera da tempo sulla candidatura di Maurizio Tumino, sempre più incerta, non lo è il resto del centrodestra, pensiamo a Forza Italia, che è particolarmente silente in quest’ultimo periodo.

Certo, qualcosa in Consiglio comunale è successo. Poche settimane fa, infatti, sette consiglieri d’opposizione (Sonia Migliore, Manuela Nicita, Mirella Castro, Giorgio Massari, Giovanni Iacono, Gianluca Morando e Carmelo Ialacqua) hanno siglato un “Patto di consultazione preventiva e permanente”. Che cos’è questo Patto non è del tutto chiaro, di sicuro è nato come strumento contro l’Amministrazione Piccitto, se poi ciò si tramuterà in un effettivo soggetto politico che gareggerà alle prossime amministrative non lo sappiamo, ma non ci sentiamo di escluderlo a priori, anzi potremmo pure azzardare il fatto che è un’idea che i sette stanno accarezzando voluttuosamente. Possiamo dire a questo punto che anche per i sette è iniziata la campagna elettorale? Forse no, ma se queste sono le grandi manovre per un qualcosa di più consistente di sicuro non stanno sbagliando. Adesso, quale futuro avrà questa creatura non lo si può sapere, come non è chiaro quali alleanze i sette potranno cercare, se ne cercheranno e se riusciranno a mantenere vivo questo Patto sino all’appuntamento elettorale. E poi, se ciò dovesse accadere, quale sarà il loro candidato a sindaco? Come lo sceglieranno? In fondo, questo Patto consta di almeno tre, quattro anime politiche non propriamente intercambiabili tra loro. Ma vogliamo dargli credito e vogliamo perciò considerare questo come l’inizio della loro campagna elettorale. In fondo non si lavora mai contro, ma per!

A parte queste manovre, nulla è cambiato nella politica ragusana, nelle strategie, nella comunicazione di questi movimenti, partiti o patti, chiamateli come volete.

Il primo comunicato stampa del Gruppo Insieme, all’indomani dell’inizio della loro campagna elettorale, ad esempio, è stato una scarna nota su un problema occorso al cimitero di Marina di Ragusa, un fatto increscioso naturalmente, ma come inizio di campagna elettorale ci sembra un po’ pochino. Nulla sulla loro idea di città, nulla su ciò che vorranno realizzare, nulla sul loro programma elettorale.
Stesso discorso va fatto per i sette confederati. L’unica cosa che è cambiata, all’indomani della nascita di questo Patto, è che in ogni comunicato ci sono le sette firme dei consiglieri e nulla più. Non esiste un sito web del movimento, una pagina Fb, non esiste un programma o una dichiarazione ufficiale di intenti. Insomma sono lì per dire no a Piccitto.
L’unica spiegazione che ci viene in mente per giustificare questa falsa partenza o questi ritardi è solo una: tutti, ma proprio tutti, non vogliono esporsi, hanno paura di prendere una posizione chiara dinnanzi alla città, non stringono alleanze, non siglano accordi, neanche li cercano. Temono forse di bruciare le tappe? O hanno paura, perché non sono pronti, di affrontare una competizione elettorale o ancora perché sperano segretamente in un logoramento totale degli avversari, 5 Stelle compresi, così da poter vincere senza muovere un dito?

Non vogliamo pensare infatti che non abbiano un’idea di città, che non abbiamo idee da presentare e raccontare ai ragusani.

Se è così, come pensiamo, i nostri cari politici ci dimostrano di non aver capito il senso, il significato e soprattutto il valore di iniziare la campagna elettorale molto tempo prima dell’appuntamento delle urne.

Pianificare per tempo la propria strategia permette al soggetto politico di raggiungere più di un obiettivo in un sol colpo. Innanzitutto battere sul tempo i propri competitor, riuscendo, da un lato, a intestarsi battaglie e temi che potrebbero far breccia nella cittadinanza e, dall’altro lato, di attrarre alleati e sostenitori, anche insospettabili. Avere più tempo per comunicare, raccontare al meglio e spiegare il proprio programma elettorale, la propria idea di città, non solo permette al soggetto politico di avere o di conquistare una precisa identità agli occhi degli elettori (è quello che sta provando a fare il gruppo Insieme) ma gli permette di rimarcare la distanza, l’alterità che lo contraddistingue, che sulla lunga distanza può risultare vincente. Insomma essere in prima fila sulla griglia di partenza ha un senso solo se si parte per primi e a nulla vale riscaldare i motori all’infinito se nessuno ha il coraggio di ingranare la marcia e spingere sul pedale a tavoletta.

Un discorso a parte va fatto per il Pd, che giustamente, adesso, non può e non deve fare nessun proclama, tutti sono in attesa dell’esito della consultazione referendaria in programma per il prossimo 4 dicembre. Infatti, qualunque sarà l’esito che uscirà dalle urne non potrà che avere delle serie ripercussioni sul panorama politico, nazionale e locale, oltreché all’interno del Pd stesso. Quindi ad oggi gli unici che possiamo salvare, ma solo perché ne capiamo le oggettive difficoltà, sono solo i componenti del Partito Democratico, per ora.

Se tutto va bene siamo rovinati, qualcuno potrebbe dire. Dopo tre anni di governo a 5 Stelle, dopo tre anni di insulti e denunce, dopo tre anni di piagnistei per l’occasione persa a causa di una legge elettorale beffarda, dobbiamo constatare che nessuno di tutti coloro che aspirano a governare la città ad oggi è pronto.

Non diciamo che non sono in grado, ma solo che manca un candidato naturale e non perché unto o investito da un chicchessia, ma perché nessuno realmente ci crede, perché nessuno in questi tre anni, e questa è la cosa grave, ha lavorato seriamente per creare un’alternativa valida al Movimento 5 Stelle. Aldilà dei tanti proclami nessuno ci crede.

Per finire, non possiamo che invitare chi ha iniziato la campagna elettorale a muoversi di conseguenza e chi fa finta di averla iniziata o chi teme di iniziarla a darsi una mossa, e questo vale pure per i 5 Stelle.

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Rosario Distefano

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