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Pozzallo, dai clandestini ai cardellini

Pozzallo, dai clandestini ai cardellini
Ottobre 25
11:392016

Si contrabbanda di tutto, ormai ne abbiamo la certezza, grazie anche ad un episodio risalente allo scorso 19 ottobre, avvenuto al porto di Pozzallo: le Fiamme Gialle del Comando Provinciale un veicolo diretto a Malta con a bordo, ben occultati, oltre 1.000 cardellini appartenenti alla specie protetta dei fringillidi.

L’ispezione accurata del mezzo, a cura dei militari della Tenenza di Pozzallo unitamente a personale della Sezione Operativa dell’Agenzia delle Dogane, è scattata quando l’uomo alla guida, richiesto di esibire la documentazione di scorta al materiale trasportato, ha cominciato a manifestare segni di evidente nervosismo. Ciò che gli agenti in divisa hanno rinvenuto nel veicolo deve aver lasciato una certa perplessità.

img_1853I volatili sono stati rinvenuti, in pessime condizioni igieniche, all’interno di un doppio fondo situato sotto il cassone del mezzo, rinchiusi in anguste gabbie di plastica che normalmente si utilizzano per gli ortaggi e la frutta. Il conducente non è stato in grado di esibire alcuna documentazione attestante la specie, la provenienza e il legittimo possesso.

Con la collaborazione della Ripartizione Faunistico-Venatoria di Ragusa, gli uccellini, come previsto dalle disposizioni di legge e dalla Convenzione di Washington (CITES) sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, sono stati tutti liberati all’interno di un’area faunistica protetta nel territorio di Scicli, dove gli esemplari potranno nuovamente ritrovare il loro habitat naturale.

In tale circostanza, è stato appurato il decesso di 60 esemplari, mentre altri 8, gravemente feriti, sono stati affidati ad una struttura riabilitativa.

Secondo una stima, gli uccellini destinati al commercio illegale avrebbero fruttato sul mercato un guadagno di oltre 150.000 euro: una gran bella somma per il calabrese A.B., di 44 anni, il quale è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa per i reati di maltrattamento, uccisione, detenzione di specie protette e ricettazione.

 

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Carmelo Dipasquale

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