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Regolamento dehors a Ragusa, Migliore (Lab 2.0): “Amministrazione mette a rischio investimenti commerciali”

Regolamento dehors a Ragusa, Migliore (Lab 2.0): “Amministrazione mette a rischio investimenti commerciali”
Ottobre 20
12:472016

“Le linee guida per l’installazione dei dehors nel centro storico di Ragusa, stilate dal Settore Centri Storici del Comune, sono diventante un regolamento a parte, completamente nuovo, in sostituzione di quello già esistente e rischiano di danneggiare chi ha investito nelle proprie attività o intende fare investimenti futuri”.
E’ la posizione del Consigliere del Lab 2.0 Sonia Migliore che aggiunge: “La città di Ragusa si è dotata di un regolamento con una deliberazione consiliare dell’aprile 2012, grazie al lavoro della sottoscritta che ai tempi era assessore allo Sviluppo Economico. In quel primo regolamento, all’art. 3, era espressamente spiegato che doveva essere la Commissione Risanamento Centri Storici a emettere ‘apposite linee guida sull’installazione degli arredi e sulle caratteristiche estetiche degli stessi’. Doveva essere un modo per semplificare l’iter per il rilascio delle autorizzazioni, occupandosi solo della tipologia degli arredi e non dove questi vadano messi. Ma ai grillini, evidentemente, le cose semplici non piacciono o non le capiscono”.

“Non si riesce a spiegare, infatti – continua Migliore – come mai se ne è occupato il settore Centri Storici e non la Commissione. Per far quello che l’Amministrazione sta procedendo a fare, e cioè un nuovo regolamento, è necessario passare prima dal Consiglio comunale, così come si fece nel 2012, perché quello è l’organo competente per approvare tale strumento. Poi, per soddisfare le esigenze degli esercizi commerciali, si deve procedere ad una variante del Piano Particolareggiato dei Centri Storici dove inserire l’allungamento della stagionalità dei dehors. Variante che io stessa chiesi di effettuare a maggio del 2012, poco prima delle dimissioni dell’allora sindaco, e che ho continuato a proporre successivamente, poi promessa dall’ex assessore Dimartino, ma mai fatta. In questo nuovo testo si cita anche il codice dei Beni Culturali che certamente non è di nuova invenzione, ma anzi è antecedente al regolamento e al Piano Particolareggiato approvati nel 2012. Infatti le prescrizioni del codice sono perfettamente calate all’interno di quei due strumenti”.

“Non si può ignorare, inoltre – spiega ancora il consigliere del Lab 2.0 – che, pur rimanendo convinti che il patrimonio architettonico dei nostri centri storici va tutelato, le planimetrie inserite in questo nuovo, ma ‘abusivo’, regolamento sono talmente rigide da ingessare completamente alcune aree. Per esempio, in piazza Cappuccini, non è possibile installare dehors sulla piazza, ma si dovrebbe occupare un tratto della carreggiata. In piazza Duomo, a Ibla, per consentire ai turisti di poter fotografare per bene il capolavoro del Gagliardi, sono vietati gli ombrelloni su tutto il marciapiede largo dalla parte destra guardando la chiesa e i dehors dovranno essere installati, anche in questo caso, sulla carreggiata. Assurdo. Ci abbiamo messo anni per non far parcheggiare più le auto sullo spiazzale a favore delle attività commerciali e ora non vogliamo neanche quelle? Un altro esempio: in piazza San Giovanni le autorizzazioni per i dehors saranno concesse per una quantità di metri quadri molto inferiore a quella dell’attuale occupazione di suolo pubblico. Ovviamente, in tutto questo groviglio di nuove restrizioni, ad avvantaggiarsi saranno quei commercianti che si trovano in aree non vincolate o, pensate, quelli che avranno la fortuna di avere già una copertura nella struttura che occupano o occuperanno. Come l’attività commerciale che nascerà nei locali comunali nei bassi di palazzo INA”.

“Piuttosto – conclude Migliore – sarebbe il caso di avviare un nuovo e serio confronto con la Soprintendenza Beni Culturali di Ragusa per rivedere queste planimetrie e concordare un atteggiamento più morbido nei confronti delle legittime aspettative imprenditoriali dei commercianti, tentando di trovare la soluzione più opportuna per le necessità di tutti e senza danneggiare nessuno”.

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