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Legambiente: “Il Comune si adegui ai dettami del Piano paesistico e blocchi le costruzioni in verde agricolo”

Legambiente: “Il Comune si adegui ai dettami del Piano paesistico e blocchi le costruzioni in verde agricolo”
ottobre 14
11:46 2016

Con l’approvazione definitiva del piano paesaggistico della provincia di Ragusa tutti i comuni sono obbligati entro il 4 aprile 2018 ad adeguare i propri piani regolatori alle previsioni del piano paesaggistico. Nelle more della redazione o adeguamento degli strumenti urbanistici le prescrizioni sono esecutive e sono attuate dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali. Ma scaricare per altri diciotto mesi questo ulteriore compito sulle spalle della Soprintendenza rischia il venir meno di un controllo puntuale sul territorio. A Ragusa l’adeguamento tocca all’attuale amministrazione e all’attuale consiglio comunale. Per la verità al comune di Ragusa prima dell’estate c’era stato un tentativo di intervenire sull’art. 48, le cosiddette costruzioni in verde agricolo, ma il risultato è stato negativo, con la bocciatura della delibera, perché si sono volute mettere insieme norme prettamente urbanistiche e interventi sugli impianti energetici. Si sono già persi 6 mesi su una norma del piano paesaggistico, quella che limita ai soli fabbricati rurali le nuove costruzioni in zona agricola, voluta e ottenuta dall’attuale amministrazione comunale attraverso alcune osservazioni presentate alla Regione. Per coerenza dopo questo grande successo l’A.C. dovrebbe immediatamente riportare in consiglio il nuovo art. 48 così come redatto e depurato solo delle norme sugli impianti energetici . Una rapida approvazione della delibera, non difficile visto l’ampio consenso che gode in consiglio la variante, darebbe sollievo agli uffici comunali spesso sottoposti a pressioni di chi vorrebbe continuare ad usare lo spazio rurale come in passato e che produce situazioni come quello dell’importantissimo sito archeologico del Riparo sotto Roccia a Fontana Nuova, intorno al quale stanno sorgendo alcune costruzioni che rovineranno un patrimonio unico nel suo genere in Sicilia. Quest’atto segnerebbe un primo passo verso il percorso di consumo di suolo quasi zero tanto caro all’amministrazione e oggetto di uno specifico progetto di legge del M5S, ma purtroppo finora disatteso. Per gli insediamenti energetici, utilizzando diverse sentenze di TAR e di Consiglio di Stato, le norme del piano paesaggistico e alcune norme urbanistiche approvate in altri comuni, si potrebbe redigere un’ apposita variante che renda difficile ricerche ed estrazioni petrolifere sul territorio comunale di Ragusa. Basta volerlo. Noi ci saremo.

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