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L’Amministrazione ritira un regolamento sul quale avevamo espresso forti dubbi. Avevamo ragione

L’Amministrazione ritira un regolamento sul quale avevamo espresso forti dubbi. Avevamo ragione
ottobre 05
16:36 2016

A metà giugno di quest’anno abbiamo presentato un’interrogazione per avere chiarimenti su un gruppo di lavoro che, su indicazione del dirigente del Settore XI dell’Ente, ha prodotto elaborati tecnici per redigere un “Regolamento comunale in materia di disciplina del contributo di costruzione ad integrazione della Deliberazione di Consiglio Comunale n° 12 del 18/02/2016 ed aggiornamento/adeguamento delle tabelle parametriche per la determinazione degli oneri di urbanizzazione”. Elaborati tecnici che avrebbero dovuto passare all’esame del Consiglio comunale, ma avevamo riscontrato un’anomalia: il gruppo in questione, avevano elaborato degli atti che, in pratica, avrebbero inciso sulla loro stessa retribuzione. Il regolamento stilato, infatti, ricalcola gli oneri concessori e i diritti di istruttoria con un maggiore costo per i cittadini e, quindi, un maggior introito per le casse dell’Ente. Il gruppo di lavoro sarebbe stato retribuito, oltre all’ordinario stipendio che percepisce ogni dipendente comunale, con un incentivo pari al 50% delle somme incassate dal Comune proprio sui diritti di istruttoria. Nella interrogazione avanzavamo il sospetto che i dipendenti del Comune avessero voluto aumentare il costo di tali diritti proprio per fare più cassa e quindi guadagnare di più. Un piano ingegnoso ai limiti della legittimità, come avevamo avuto modo di definirlo, sul quale, però, l’Amministrazione comunale ha evitato di rispondere, rimandando di mese in mese di dare chiarimenti.
L’Amministrazione Piccitto avrebbe dovuto spiegarci come fosse stata possibile la creazione di un gruppo di suoi stessi dipendenti, privilegiati rispetto agli altri, perché nelle condizioni di percepire una retribuzione “bonus” per fare il lavoro per il quale sono già stati pagati.
Ma a tutte le domande che abbiamo posto si sono rifiutati di rispondere lasciando scadere i termini di legge, anzi, violandola, facendo trascorrere già quasi 120 giorni, invece dei 30 massimi entro i quali l’amministrazione, secondo norma, deve rispondere. Inoltre, abbiamo recentemente scoperto che il regolamento incriminato è stato ritirato.
Ecco come operano Piccitto e i suoi: sorpresi “nell’errore” non solo non rispondono alle legittime richieste dei Consiglieri comunali, ma cercano di far passare tutto sotto silenzio. Non è possibile, sig. sindaco, come le abbiamo detto centinaia di volte, l’Amministrazione comunale non è un gioco tra amici, si spendono soldi pubblici e ci sono degli impegni, soprattutto morali, presi con la città. I cinque stelle ragusani stanno tradendo ogni giorno le promesse di onestà e trasparenza con le quali hanno abbondantemente condito la loro comunicazione in campagna elettorale e sono, sostanzialmente, traditori di sé stessi e dei cittadini.
Vogliamo la risposta scritta alle nostre domande, così come prevede il regolamento del Comune. Non consentiremo che questa Amministrazione si faccia beffa delle regole che consentono l’agibilità democratica e di trasparenza al Comune di Ragusa.

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