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Agosta e Stevanato i watch dogs dell’Amministrazione: “Siamo disposti a votare contro il Bilancio Previsionale, se…”

Agosta e Stevanato i watch dogs dell’Amministrazione: “Siamo disposti a votare contro il Bilancio Previsionale, se…”
luglio 21
13:00 2016

Lo scorso 18 luglio si è svolta la conferenza stampa dei consiglieri di maggioranza Massimo Agosta e Maurizio Stevanato sull’approvazione del Rendiconto finanziario 2015. Un incontro con la stampa per fare un po’ di chiarezza e togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

Prima di entrare nel vivo della disamina del Rendiconto, i due consiglieri, da sempre fortemente critici nei confronti dell’Amministrazione, hanno risposto ai vari esponenti delle opposizioni che avevano parlato, sia in Aula che nella loro conferenza stampa, di un bilancio illegittimo, illegale, di un documento falso dal quale si evinceva un chiaro sforamento del patto di stabilità.

Rendiamoci conto, dichiarano i due esponenti dei 5 Stelle, che questo è un atto che ha visto l’approvazione del Segretario generale, del Collegio dei revisori dei conti e del dirigente competente, adesso è specioso oltreché ingannevole costruire tutta la propria critica solamente sul fatto che il Collegio lo abbia approvato a maggioranza, dove sta il problema? Di cosa si lamentano? La legge, infatti, non richiede l’unanimità del Collegio. Inoltre, vorremmo far notare ai vari detrattori che, a differenza dell’anno scorso, le note al bilancio consuntivo 2015 erano racchiuse in mezza paginetta e riguardavano solo la presentazione di due allegati, poi correttamente consegnati ai revisori, allegati che nulla apportavano o toglievano in sostanza al bilancio. A differenza dell’anno scorso, quando i rilievi, erano contenuti in 3 pagine e, neanche a dirlo, erano rilievi sostanziali. Questo dovrebbe esser prova del valore dell’atto, ma non per le opposizioni. Infine, ognuno è libero di far politica come vuole, ma nessuno si deve permettere, lo hanno detto più volte durante la conferenza, di offendere dei professionisti nel modo in cui sono stati attaccati ed offesi i vari revisori e lo stesso dirigente. “E’ stato semplicemente indecente”, hanno dichiarato.

Il problema, continuano, è la propaganda di questa opposizione, che è sempre più sterile. Se il loro intento era ed è quello di far commissariare il Consiglio, dovevano solo farlo, ne avevano l’occasione, invece, alle parole non sono mai seguiti i fatti. Ancora, quando la finiranno di ripetere che l’alleanza con Partecipiamo è finita? E che i 5 Stelle non hanno più una maggioranza in Consiglio? Sono fatti arcinoti a tutti, lo si sa da tempo, ma queste opposizioni lo ripetono a cadenza regolare, come fosse una scoperta dell’ultima ora. “Per chiudere il capitolo delle opposizioni – dichiarano i due esponenti – lo hanno capito (le opposizioni, ndr.) che non c’è nessun artificio nei diversi valori della voce dell’IMU inseriti nei due bilanci (Previsionale ’15 e Rendiconto ’15)? Certo l’IMU ipotizzato nel previsionale e quello dichiarato nel consuntivo differiscono enormemente, ma non perché l’assessore Martorana ha deciso di falsificare le carte, ma solo perché è cambiato il metodo con il quale si calcola questa imposta. Da dicembre 2015, infatti, gli Enti locali hanno l’obbligo di inserire in bilancio la quota effettivamente riscossa e non quella che si ipotizza di riscuotere. Svelato l’arcano”.

Capitolo Royalties. E’ vero e nessuno lo nega, che parte delle royalties sono state impiegate per sostenere la spesa corrente, ma, forse, sarebbe più corretto dire, spiegano i due consiglieri, una parte delle royalties è servita a mantenere certi servizi ed ad un determinato standard.
Qui i due consiglieri ipotizzano dove e come questa parte di royalties è stata spesa. Parlano di Servizi sociali, dei servizi a domanda individuale e del Fondo crediti di dubbia esigibilità del rendiconto, che quest’anno ammonta a circa 6 milioni di euro (ammontare che si ridurrà sensibilmente l’anno prossimo grazie alla mutata normativa, che cerca di ridurre al minimo tutti quei crediti difficilmente esigibili, ndr.) o ancora del conguaglio di energia elettrica per il 2015 che è costato alle casse comunali più di 3 milioni di euro. Se a tutta questa massa enorme di denaro aggiungiamo, specificano i due consiglieri, anche i tagli dei trasferimenti di Stato e Regione i conti son presto fatti. “Una parte delle royalties certamente è servita a sostenere la spesa corrente, mentre la restante parte è stata investita in sviluppo ed in opere pubbliche, così come stabilisce la legge, così come ha dichiarato più volte l’assessore al ramo. “Inoltre – ricordano – non andrebbe dimenticato che in novembre il Comune di Ragusa è stato condannato dalla Cassazione a risarcire un cittadino di ben 8 milioni di euro, motivo per cui l’Ente ha dovuto accendere un mutuo presso la Cassa depositi e prestiti”.

royalties

Questo lo specchietto che i due consiglieri hanno portato in conferenza stampa. Nella parte alta dello schema sono chiaramente identificabili le entrate, le uscite e le royalties incassata dal Comune negli ultimi tre anni. Nella seconda parte, quella in basso, c’è l’ipotesi di spesa che i due consiglieri hanno fatto.

Insomma una conferenza stampa che ricalca in pieno la dichiarazione di voto del consigliere Stevanato, quando quest’ultimo non lesinò complimenti al dirigente, all’assessore, all’Amministrazione, per aver presentato in Consiglio un Rendiconto finalmente degno di questo nome. Adesso però l’attenzione è tutta incentrata sul Bilancio previsionale, che verrà discusso dall’Aula tra qualche giorno. L’importanza del previsionale 2016 non sfugge ai due consiglieri, che, a fine conferenza stampa, tengono a precisare il loro ruolo, che sarà sempre attento e critico. Un avvertimento al sindaco affinché si continui nel solco tracciato con il rendiconto. “Non avremo alcun problema – concludono – a bocciare il Bilancio previsionale, se quest’anno non risponderà alle esigenze della città”. In estrema sintesi chiedono: maggiori investimenti, taglio delle spese superflue (come certi eventi culturali ed alcuni servizi a domanda, come il costo della piscina) nonché l’inizio di un percorso virtuoso che in poco tempo dovrà emancipare le finanze dell’Ente comunale dal gettito straordinario delle royalties.

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Rosario Distefano

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