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Piccitto continua a sottrarre meriti agli altri, questa volta sul Cimitero di Marina di Ragusa

Piccitto continua a sottrarre meriti agli altri, questa volta sul Cimitero di Marina di Ragusa
Luglio 20
14:33 2016

Sull’ampliamento del cimitero di Marina di Ragusa, Territorio puntualizza che l’Amministrazione Dipasquale con l’allora assessore Michele Tasca e il delegato del Sindaco Emanuele Distefano si prodigarono perché il camposanto venisse ampliato con la costruzione di tombe, mausolei, loculi e cellette. In quel periodo il Comune, tramite i propri uffici, avviò la ricerca di terreni limitrofi a prezzi contenuti; dopo varie riunioni con il dirigente dell’ufficio tecnico, con gli agronomi e il CTU del Tribunale, si riuscì a reperire un terreno adiacente la struttura.
Oggi il cimitero di Marina di Ragusa è una realtà frutto del lavoro sinergico fatto allora, dando la possibilità ai cittadini ragusani di avere in tempi celeri un terreno dove poter seppellire i propri cari. Registriamo, tuttavia, i toni pomposi dell’attuale Amministrazione che si atteggia come se tutto fosse stato frutto del lavoro a cinque stelle. Si tratta di continuità amministrativa e sarebbe politicamente onesto riconoscere i meriti di chi, con impegno costante e serio, ha lavorato per raggiungere dei risultati.
Non è lo stile di questa Amministrazione che si comporta come se ogni opera realizzata sia frutto del proprio operato.
In tre anni di governo pentastellato, la fascia tricolore del primo cittadino di Ragusa ha visto più cerimonie inaugurali del necessario, come eccessiva, in alcuni casi, è l’enfasi con la quale si procede ai tagli di nastro. Infatti, la maggior parte delle opere provengono da un’altra esperienza amministrativa. Perfino il “trionfo” della pista ciclabile – pericolosissima così come è stata realizzata – è stata ispirata da un ben diverso e più funzionale progetto dell’Amministrazione Dipasquale e ciò che c’è ora è servito solo a poter far dire a Piccitto di aver fatto qualcosa.
Attendiamo ancora che questa amministrazione ci dimostri non tanto la fantasia – per quella bastano le manovre negli strumenti finanziari – ma almeno l’originalità.
Niente, il nulla più totale. Povera Ragusa!

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