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Nino Minardo: “il Ministero delle Politiche Agricole risponde alla richiesta di interventi comunitari a garanzia della produzione di pomodoro”

Nino Minardo: “il Ministero delle Politiche Agricole risponde alla richiesta di interventi comunitari a garanzia della produzione di pomodoro”
Luglio 06
11:482016

Azioni mirate, anche eccezionali, nell’ambito delle misure previste nella regolamentazione comunitaria e negli accordi internazionali vigenti in particolare per quanto riguarda le importazioni di pomodoro. È uno degli impegni presi dal Ministro per le Politiche Agricole nella risposta all’interrogazione presentata dall’onorevole Nino Minardo.

Minardo, durante il suo intervento aveva chiesto che il governo ponesse una maggiore attenzione alla produzione dei prodotti base della dieta mediterranea Made in Italy, tra cui i pomodori; tale produzione “ha subìto un grave rallentamento soprattutto a causa delle importazioni dal Marocco e dalla Tunisia. Il Ministro nella sua risposta, specifica che gli uffici competenti delle Politiche Agricole, in collaborazione con la filiera di settore e i rappresentanti della Regione Sicilia, hanno predisposto un dossier tecnico alla richiesta inoltrata alla Commissione Europea al fine di attivare con estrema urgenza la clausola di salvaguardia”.

Continua Minardo: “è necessario, inoltre, un intervento di merito relativamente al livello dei prezzi di ritiro applicabili per i prodotti ortofrutticoli e tra questi le diverse tipologie di pomodori. L’impegno del Governo, è anche quello di prorogare al 30 giugno 2017 le attuali misure eccezionali a carattere temporaneo, conseguenti all’embargo, introdotto dal governo russo per questo tipo di prodotti. A prescindere dagli urgenti e indifferibili interventi comunitari è necessario, al fine di un maggiore sostegno al settore, l’incentivazione dell’associazionismo la cui efficacia è legata alla propensione dei produttori di aggregarsi. Uno strumento efficiente ma che in Sicilia è poco applicato considerata la percentuale di aggregazione che è ancora bassa, vicina al 20% della produzione ortofrutticola regionale. L’azione collettiva che scaturisce dall’associazionismo produttivo è ovviamente fonte di vantaggi economici che consentono alle imprese agricole di acquisire, benché indirettamente, un potere di mercato non altrimenti possibile con l’azione individuale”.

 

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Carmelo Dipasquale

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