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Rifiuti pericolosi a Scicli, il ricorso al Tar evidenza le contraddizioni della vicenda

Rifiuti pericolosi a Scicli, il ricorso al Tar evidenza le contraddizioni della vicenda
Maggio 29
13:242016

Non si ferma la mobilitazione sciclitana contro la realizzazione di un impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi. Non si ferma nonostante le autorizzazioni emesse dalla Regione Siciliana siano state sospese in autotutela dagli assessorati regionali competenti. Si punta alla completa revoca degli atti che, secondo il Comitato Salute e Ambiente, si può ottenere solo con il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, presentato in un’assemblea venerdì sera.
“Dalla stesura del ricorso – spiega uno dei legali, l’avv. Giuliano – si evincono le contraddizioni presenti in tutta la vicenda, soprattutto nei pareri dell’Arpa che l’Autorizzazione Integrata Ambientale riporta come positivi e che poi l’Arpa stessa ha chiarito, dopo l’emissione dell’Aia, l’interpretazione autentica: i pareri erano da considerarsi negativi. Ovviamente è un fatto gravissimo rispetto alla gestione igienico-sanitaria dell’area. Sicuramente ora la partita ha una battuta d’arresto e i due provvedimenti sospensivi degli assessorati competenti riportano una serie di preoccupazioni che noi abbiamo esposto nel nostro ricorso e che sono, intanto, di carattere metodologico: si è arrivati a una Aia senza aver acquisito con chiarezza quali erano i pareri; l’Autorizzazione viene rilasciata per un’area che ha una destinazione urbanistica incompatibile con il sito; sono state fornite documentazioni e autorizzazioni che si basano su una diversa natura del sito, vale a dire da pollaio a mega impianto per rifiuti pericolosi). Inoltre, riteniamo allarmante anche la gestione istituzionale di tutta la faccenda perché non c’è dubbio che ci sono state delle omissioni e delle disattenzioni. Nel ricorso evidenziamo anche che secondo noi c’è stata una violazione del decreto ministeriale che ha nominato i commissari a Scicli e che ha dato loro uno scopo e un metodo per agire senza che questi siano stati rispettati”.
Dalla Regione, nel frattempo, a parte gli atti sospensivi, tutto tace.

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Leandro Papa

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