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Sede Ergon Ragusa, annunciato sciopero dei lavoratori

Sede Ergon Ragusa, annunciato sciopero dei lavoratori
maggio 24
11:16 2016

La Fisascat Cisl Ragusa Siracusa ha emesso un comunicato per annunciare due giorni di sciopero (delimitato ad una certa fascia oraria, come vedremo), con l’organizzazione di sit-in di fronte alla sede Ergon di Ragusa. L’oggetto della contesa sindacale risiede nella mancata ottimizzazione del primo Contratto collettivo nazionale.

Di seguito, il comunicato integrale, con le ragioni che portano alla movimentazione prevista per giovedì e venerdì di questa settimana:

“A fronte della cessazione delle trattative per la definizione del primo Contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende aderenti a Federdistribuzione, anche la Fisascat Cisl Ragusa Siracusa ha proclamato due iniziative di protesta a Ragusa. In particolare, si terranno 4 ore di sciopero, dalle 11 alle 15, giovedì 26 e venerdì 27 maggio. I lavoratori terranno un sit-in dinanzi alla sede della Ergon, in contrada Bettafilava, alla periferia della città. Le ragioni della rottura sono da ricondurre alle condizioni inderogabili e non negoziabili poste da Federdistribuzione per la sigla del contratto. Tra queste la destrutturazione del sistema di inquadramenti utilizzando la leva del Jobs act, l’imposizione di norme destinate a consentire alle aziende di derogare a tutte le norme del futuro contratto anche in assenza di accordo tra le parti a livello aziendale. E, ancora, la definizione di aumenti salariali per effetto dei quali le retribuzioni dei dipendenti delle aziende aderenti a Federdistribuzione dovrebbero subire alla data di scadenza del contratto (31 dicembre 2018) un danno di 1.170 euro al quarto livello d’inquadramento rispetto al contratto applicato ai dipendenti delle altre aziende del commercio, ossia alla stragrande maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. In aggiunta a ciò, rispetto a quanto sottoscritto un anno fa con Confcommercio, dai testi consegnati da Federdistribuzione è emersa palese la volontà di modificare in peggio le norme contrattuali sul mercato del lavoro, apprendistato-contratti a termine, orario di lavoro e flessibilità.”

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Carmelo Dipasquale

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