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Brugaletta (M5S): “Un po’ di verità, un po’ di chiarezza contro certe illazioni”

Brugaletta (M5S): “Un po’ di verità, un po’ di chiarezza contro certe illazioni”
maggio 20
11:11 2016

Non fa mai piacere dover leggere certe dichiarazioni, magari infarcite da mezze verità ed illazioni, specie se provenienti da politici, ma ancor prima da persone, della caratura di Giovanni Iacono, a cui va tutta la mia più sincera stima. Ma la politica, quella di Palazzo, sto imparando a conoscerla, è fatta pure di colpi bassi, sta nel gioco delle cose”, dichiara l’ingegnere Davide Brugaletta, capogruppo del Movimento 5 Stelle.

“Prima di entrare nel merito della risposta a Iacono, vorrei ricordare, ma solo per amor della verità, che l’atto di adesione al Gal, ha beneficiato di ben 14 voti favorevoli (tutta laa maggiornaza presente in Aula) e non 13, come si legge nella nota di Partecipiamo. Un errore, in buona fede. 25 presenti, 14 Sì contro 5 astenuti e 6 contrari, i conti sono presto fatti. Una svista, un refuso, ne sono certo. Peccato, invece, dover constatare, che certi cosiddetti commentatori politici, vuoi per superficialità, negligenza o manifesta incapacità, non sono neppure in grado di farsi i conti con le dita e scopiazzando riportano pure gli errori altrui. Ma tant’è, questo è livello”.

“Tornando al poco appassionante discorso sulla maggioranza, esistente o inesistente, vorrei ricordare alle opposizioni ed a Iacono, che è anche un loro dovere mantenere il numero legale. Sono in Aula per governare e non per contare i presenti. Far mancare il numero legale, fare dell’ostruzionismo, può essere una scelta contingente, strategica, non credo possa essere l’unica prassi politica in mano a queste opposizioni. Non voglio credere che l’unica attività delle minoranze sia quella di rallentare i lavori d’Aula, facendo spendere inutilmente soldi alla collettività. Se non sbaglio è stato lo stesso Iacono a dire, a più riprese, che Partecipiamo avrebbe votato tutti gli atti favorevoli alla città, discostandosi perciò da un certo modo di fare ed intendere la politica, proprio di certi personaggi di nostra conoscenza. Ecco perché confido nella sua futura attività consiliare ed ecco perché non riesco ancora a spiegarmi la sua astensione”.

“Mi rammarico infine – continua Brugaletta – se non ho compreso a pieno il ragionamento del leader di Partecipiamo. Due, tre elementi, mi hanno, lo devo ammettere, tratto in inganno. Per ben 4 volte, infatti, ha sentito la necessità di precisare che la sua astensione non nasceva da un sentimento campanilistico, bensì da un pensiero ‘sostanziale’, visto che per lui Ragusa rimarrà sempre il capoluogo di provincia. Avevo capito che, visto il fu status giuridico della Città di Ragusa, l’onere e l’onore dell’esser capofila gli spettasse di diritto. Mi scuso perciò e chiedo venia”.

“Andiamo oltre. Come lo stesso Iacono sa, il Gal è uno strumento importantissimo per la città, infatti non ha votato contro. La cosa importante, però, che tutti sembrano ignorare, è il fatto che adesso inizia la fase cruciale del progetto ossia quella di pubblicizzare il più possibile le chance offerteci da questo strumento, in fondo l’Ente pubblico ha il compito di vigilare sul rispetto delle regole, mentre spetterà ai cittadini, alle imprese, alle associazioni presentare progetti funzionali al Gal. Nel suo intervento Iacono ha parlato di possibili conflitti d’interesse nati dallo Statuto del Gal, ha parlato probabili attività discriminatoria, di criteri non oggettivi. Speriamo di no, ma se sa qualcosa parli adesso, perché noi, ieri come oggi, continuiamo a fuggire qualsiasi favoritismo o corsia preferenziale, nonché pratiche familistiche. Infine, lo statuto di questo Gal nasce, come ha fatto giustamente notare, dal basso, da due agronomi, da due professionisti, che hanno a cuore lo sviluppo del territorio e non il loro interesse particolare”.

“Per concludere, sorvolo – chiosa Brugaletta – sulla stucchevole vicenda dell’elezione del presidente Trinagli. Iacono sa bene come le cose siano andate, cosa è stato detto, da ambedue le parti, e cosa è stato chiesto, da ambedue le parti. Non capisco inoltre questo suo riferimento all’odg sulla Versalis, nessun passo indietro come lui fa intendere. L’ordine lo abbiamo votato per salvaguardare quei posti di lavoro, punto! Questi sono i fatti, questa è storia. Infine, mi trovo costretto a precisare che il mio ultimo comunicato stampa non portava la dicitura capogruppo e non a caso, erano delle dichiarazioni che facevo a titolo personale. Rimango basito perciò quando leggo la sua richiesta al Gruppo di maggioranza di sfiduciarmi per eleggere un nuovo capogruppo. Iacono, se non erro, non fa parte né della maggioranza né del Movimento 5 Stelle, non vedo perciò il motivo per cui debba avanzare certe pretese”.

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