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Passalacqua: missione compiuta, prepariamoci a venerdì

Passalacqua: missione compiuta, prepariamoci a venerdì
Maggio 04
16:13 2016

13087365_1416651251694089_6071501845946517651_nChe bella Passalacqua, che bella dimostrazione di come il discorso della semifinale non poteva essere stato chiuso dalla sconfitta di Schio. Concentrata, attenta, bella a vedersi quanto efficace nel difendere e colpire, con una fetta di meritatissimo spazio per ognuna delle undici a referto (Sorrentino compresa), guidata davvero bene da una panchina che ha sempre gestito la situazione con intelligenza, e, perché no, un pizzico di fantasia. Tutto riaperto quindi, come pretendeva il rispetto di una giovane ma già leggendaria tradizione che vuole tra Ragusa e Schio sempre il ricorso allo spareggio, all’incontro senza appello: o io o tu. E’ stato così nelle finali scudetto degli ultimi due anni (chi potrebbe mai dimenticarle ?) e sarà così anche venerdì sera alle 20,30 (arbitri Colazzo di Milano, Masi di Firenze e Pierantozzi di Ascoli Piceno), e conta poco o nulla che sia “soltanto” semifinale e che per chi rimarrà in corsa ci sarà ancora la montagna Lucca sul cammino verso il titolo italiano. Conta, invece, moltissimo che le biancoverdi abbiano dimostrato ancora una volta di essere alla pari con Schio, ribadendo che la sfida sfugge ad ogni pronostico e, buona cosa, se strafrega del fattore campo: per due volte abbiamo avuto l’opportunità di chiudere il conto in casa, dopo due vittorie a Schio; quest’anno abbiamo vinto fuori in campionato e nella finale di Coppa Italia mentre loro ci hanno “asfaltato” al Palaminardi. Morale può accadere di tutto anche venerdì, in una gara in cui chi perde va fuori e che, essendo la terza in neppure una settimana, non consentirà recuperi miracolosi di condizione. Per cui Schio e Ragusa giocheranno nelle condizioni in cui sono già adesso: stanche, ma con tutta la carica, la paura di sbagliare e la voglia di sognare. E di vincere quella che molti considerano la “vera” finale scudetto. Non è vero, perché Lucca è un osso la cui durezza, già notevole, è infinitamente accresciuta dall’entusiasmo di chi è arrivato dove nessuno avrebbe mai neppure pensato ad inizio stagione, ma forse non è neppure del tutto sbagliato. L’unica certezza è che Schio non avrebbe voluto gara tre, e avrebbe fatto carte false per evitare il “dentro o fuori” con l’avversaria per eccellenza. Basta, prepariamoci per venerdì, sapendo che ci sarà comunque da soffrire (e molto) fino all’ultimo: ma con fiducia (e tanta). P.S. Troppi vuoti, davvero troppi, ieri sera al PalaMinardi.

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Lina Giarratana

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