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Il Partito Comunista dei Lavoratori risponde a Spadola in merito al Museo degli italiani in Africa

Il Partito Comunista dei Lavoratori risponde a Spadola in merito al Museo degli italiani in Africa
Maggio 03
13:272016

Con molto piacere leggiamo la nota del consigliere comunale 5 stelle Spadola, finalmente anche i consiglieri 5 stelle esprimono idee sulla gestione della cosa pubblica.
Ci saremmo aspettati che il consigliere Spadola intervenisse sul “caso Sigona” e sui valori del movimento 5 stelle, ma evidentemente al consigliere sta piu’ a cuore la vicenda del “museo” degli italiani in africa.
Vorremmo informare il consigliere comunale che da molti anni si parla della chiusura di quel luogo, che esiste un comitato di cittadini che chiede la sua chiusura, che anche l’allora Assessore alla cultura si espresse contro il “museo”, che addirittura il giornale la repubblica si occupo’ del caso.
Infine ricordiamo al consigliere che chi gestisce quel museo si onora di essere considerato fascista.
Queste considerazioni dovrebbero consigliare al sig. Spadola di approfondire meglio la questione, dovrebbero far sorgere qualche dubbio a tutta l’amministrazione sull’opportunita’ o meno di tenerlo aperto.
Detto questo, il Partito Comunista dei Lavoratori e’ aperto e sostiene ogni azione culturale che si intraprende nella nostra città. I musei vanno sostenuti ,incentivati,resi vivi: su questo siamo convinti.
Ma il “museo” degli italiani in africa non ha nulla di storico o di culturale, e’ solo propaganda di un passato colonialista con cui l’Italia non ha mai fatto i conti
Il consigliere Spadola dovrebbe sapere quando parla di storia che esibire cimeli del passato colonialista non è “fare storia”. La storia va raccontata bene, anche attraverso un museo, e in questo caso esso dovrebbe raccontare del gas usato degli italiani in Libia, dei campi di concentramento, delle violenze, degli stupri, delle umiliazioni subite dalla popolazione locale. Ma di tutto questo non c’e’ neanche l’ombra. Lasciando solo i cimile,le divise, si esalta il periodo coloniale, non lo si storicizza.
Probabilmente la differenza tra un museo e una bancarella di cimeli antichi non e’ molto chiara a quest’amministrazione e al consigliere Spadola ma a noi sì .E anche a tutti quei cittadini che si sono opposti e si oppongono a questo scempio.

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