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Dall’ipocrisia della Migliore e della Nicita alla miopia di Chiavola e Massari, nell’intervento del sindaco Piccitto

Dall’ipocrisia della Migliore e della Nicita alla miopia di Chiavola e Massari, nell’intervento del sindaco Piccitto
Aprile 28
16:18 2016

Parla poco questo sindaco, forse troppo poco, è vero. Non viene mai in Aula, vero anche questo. Non va mai in strada, tra i suoi concittadini, altra verità, che non gioca neanche tanto a suo favore. Non si preoccupa neppure di rispondere ai suoi critici, che non sono pochi. Chissà poi se perché li ignora o perché non vuol perdere tempo in inutili schermaglie. Fatto sta che quando decide di farlo, lo fa secondo tutti i crismi. Non ha peli sulla lingua Lui, non sbraita come certuni, ironizza pure, ma è un’ironia amara, acida, che non lascia spazio a repliche, se e solo se ne capisci il senso, altrimenti fai il suo gioco rendendoti ridicolo o buffa.

Eccezionale, ieri il sindaco Piccitto era in Aula, non poteva fare altrimenti: doveva relazionare sulla nomina dei due nuovi assessori. Ha parlato di responsabilità dell’Amministrazione nei confronti della Città, nel segno della continuità; di responsabilità dei due, Disca e Leggio, nei confronti della Città, ovviamente, e dell’Amministrazione. Ha ringraziato, ancora una volta, forse sarebbe il caso di finirla, l’ex alleato Partecipiamo, per il lavoro svolto e per il contributo che ha apportato al Governo e poi ha spiegato, in estrema sintesi, il travaglio lungo, a volte farraginoso, complesso, faticoso, che ha portato all’elezione di Nella Disca e Gianluca Leggio in Giunta. “Come sempre – ha dichiarato Piccitto – abbiamo lavorato per la città, per costruire e non per distruggere, nel segno della continuità amministrativa e politica, attraverso un dialogo aperto e trasparente, una cosa nuova per questo Palazzo, talmente nuova che ha spiazzato un po’ tutti, dando adito a strane e bislacche interpretazioni”. Ha deciso di tenere un profilo basso in questi mesi, anche se, lo confessa, ogni tanto qualcosina l’avrebbe detta, ma ha preferito raggiungere i risultati che si erano fissati.

Questo il suo primo intervento. Istituzionale, doveroso, ovviamente ingessato. Poi, però, ci sono stati gli interventi delle opposizioni e qui la sua risposta, le sue risposte. Non risparmia nessuno, ricorda parola per parola, come se avesse preso appunti, va a braccio e mentre sorride affonda colpi a destra e a manca ed a tutti dà soddisfazione. Si incavolano quelli delle opposizioni, ma devo tacere, il regolamento non gli permette di replicare. Ridono i consiglieri di maggioranza, ma ridono pure gli spettatori presenti in Consiglio. No, non perché è un buffone, potrebbe fare satira, ma non è il suo ruolo, è semplicemente ironico e sarcastico.

“Prendo atto che la mia presenza commuove ed emoziona i consiglieri e di ciò mi dispiaccio – inizia così l’arringa del sindaco – faccio bene quindi a non venire mai in Aula. Non mi va di suscitare tante emozioni”. E’ riservato Piccitto lo sappiamo, è un ingegnere e non ama le luci della ribalta. “I vostri continui riferimenti ai princìpi del Movimento 5 Stelle, non lo nascondo, mi avevano messo in crisi e per questo ho dovuto chiedere lumi a Beppe, il quale per mia fortuna, mi ha rincuorato, nulla nel Movimento è cambiato, siete voi, invece, che parlate a sproposito. Vi inviterei – gioca Piccitto – ad entrar a far parte del Movimento, così solo per conoscerci e capire cosa facciamo. Giusto, questo vi è precluso, non potete, non vi vogliono, non vi vogliamo. Fate un gran parlare di princìpi e lo capisco – continua – i vostri partiti ne sono pieni, peccato che poi li sconfessate tutti, noi dei 5 Stelle ne abbiamo solo due: massimo due mandati e l’essere incensurati e guarda un po’ li rispettiamo”.

Risponde così il sindaco a chi lo accusa di lesa maestà per la nomina dei due assessori che continuano ad essere consiglieri. Una polemica sterile, inutile e a dir poco stucchevole, visto che è la legge che lo prevede.

“Parlate di città paralizzata, avete ragione, tante, troppe ragnatele. Infatti pochi giorni fa abbiamo presentato il portale ragusavoltapagina.it, una sorta di cartina tornasole delle ragnatele cittadine, con tutti progetti delle opere pubbliche realizzate ed in programma, un regalo piovutoci dall’alto, un regalo dello spirito santo del valore di 34 milioni di euro”.

Da qui in poi le risposte ai singoli consiglieri.

“La signora Migliore cita la lettera di Luca Schininà con la quale si è dimesso, ma di lettere ne esistono tante e lei dovrebbe saperlo (il sindaco si riferisce alla nota di diffida dell’Udc nei confronti della Migliore, ndr.), non è mai un bene scavare, se non si sa cosa cercare”, in ogni caso Schininà si è dimesso, la Migliore inspiegabilmente tergiversa, il simbolo, forse, in qualche modo le fa comodo.

Risponde a Massari (Pd) sul doppio incarico a Nella Disca e Gianluca Leggio “Lo stabilisce una legge, se ne faccia una ragione”, risponde a Chiavola, anche lui cita i princìpi del Movimento: “Noi, veda, più che parlare di massimi sistemi parliamo con i fatti. Lei mi sembra che è di San Giacomo e mi pare che propri lì abbiamo aperto uno sportello bancomat, abbiamo istallato delle telecamere e realizzato il salone parrocchiale, queste cose le abbiamo fatte noi e non altri, lo sa lei e lo sanno gli abitanti di San Giacomo, che ci ringraziano”.

Sorridendo si rivolge alla Nicita, che parla di bluff degli assessori e di propaganda: “Proprio Lei dovrebbe avere il buon senso di tacere, lei è qui dentro grazie alla propaganda e a quei 40 voti che è riuscita a raggranellare, se fosse stata in dissenso col Movimento doveva semplicemente dimettersi e non riciclarsi”.

Il tutto in dieci minuti, peccato che non ha speso una parola per Iacono, per la Castro, per Ialacqua, Morando, D’Asta, Tumino, Lo Destro, Mirabella, La Porta o per la Marino, peccato perché sono stati 10 minuti intensi e briosi. Peccato perché le presenze in Aula del Primo cittadino le contiamo col conta gocce e dovremo aspettare un po’ prima di assistere ad un’altra ripassata.

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Rosario Distefano

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