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Il giubileo dei malati della diocesi di Ragusa sarà celebrato il 12 giugno

Il giubileo dei malati della diocesi di Ragusa sarà celebrato il 12 giugno
aprile 19
13:02 2016

Il 12 giugno sarà celebrato il Giubileo dei malati nella Diocesi di Ragusa. A darne comunicazione, ieri pomeriggio, il direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, don Giorgio Occhipinti, in occasione dell’incontro su “Il ministero della consolazione – riflessione e prospettive pastorali”, appuntamento formativo per ministri straordinari della comunione eucaristica e volontari parrocchiali per le visite ai malati. La riunione è stata ospitata dal centro internazionale Cor Jesu di Ragusa. Don Occhipinti ha comunicato che a giorni saranno illustrate le iniziative connesse all’evento e che, sempre il 12 giugno, si terrà anche un altro importante appuntamento, vale a dire la celebrazione della memoria liturgica di suor Maria Schininà nel 25esimo anniversario della beatificazione con la proclamazione di Papa Giovanni Paolo II. E, ancora, sempre nella stessa data sarà celebrato il 25esimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Giorgio Occhipinti. “Tre eventi spiritualmente intensi – dice il direttore della Pastorale della salute – rispetto ai quali ci stiamo già preparando adesso con un percorso formativo che speriamo possa fornire le dovute indicazioni a chi ci segue”. E già ieri è intervenuto il dott. Rosolino Iurato, medico di medicina generale di Santa Croce Camerina, componente della consulta della Pastorale della salute, il quale ha messo in rilievo quale debba essere l’approccio di quanti si accostano a persone ammalate e che quindi necessitano di aiuto nella maniera corretta. Iurato ha fornito dei suggerimenti in merito, illustrando le cose da fare e quelle che, invece, è inopportuno, in questi frangenti, attuare. “A volte – ha chiarito Iurato – basta soltanto la presenza e la predisposizione all’ascolto. Sono fattori importanti, di fondamentale importanza per chi vuole aiutare i sofferenti, le persone con fragilità. Spesso accade che chi va ad assistere una persona che ha bisogno non sia predisposto all’ascolto. E ciò crea delle dinamiche inopportune”.

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