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Modica, troppo ritardo sui fondi ex Insicem: D’Antona punta il dito sull’amministrazione

Modica, troppo ritardo sui fondi ex Insicem: D’Antona punta il dito sull’amministrazione
Marzo 10
10:532016

Dal 2006 il comune di Modica avrebbe dovuto usufruire, secondo gli accordi, dello stanziamento di fondi atti alla realizzazione della nuova zona artigianale per Modica Alta e per l’ampliamento della zona artigianale di Michelica.

Oggi, a distanza di 10 anni, il consigliere comunale Vito D’Antona (Sinistra, Ecologia e Libertà) attacca: “dal comunicato della Provincia Regionale di Ragusa sull’ultima Conferenza dei Sindaci tenutasi stamattina emerge che in merito all’utilizzo dei fondi ex Insicem il Comune di Modica per l’ennesima volta risulta inadempiente sia nell’attuazione delle azioni previste nell’accordo di programma del 2006, sia nella presentazione di eventuali progetti alternativi, con il serio rischio, a questo punto della definitiva perdita dei finanziamenti”.

L’accusa che D’Antona rivolge al comune di Modica sarebbe dunque quella di aver temporeggiato fin troppo: in questo contesto si paleserebbe lo spettro di perdere la possibilità di sfruttare l’occasione fornita dai fondi ex Insicem. Da questo punto di vista, Modica sarebbe recidiva. Infatti, secondo quanto riportato da Vito D’Antona, “già la prima volta, il 20 gennaio dell’anno scorso, la città di Modica ha perso la sua prima occasione: a causa del ritardo nella redazione del progetto di ampliamento della zona artigianale di Michelica, l’Assemblea dei sottoscrittori dell’Accordo di Programma decise di destinare la prima parte dei ribassi d’asta, pari a 1.900.000 euro, ad altri interventi, sottraendone la disponibilità alla città di Modica”.

Il consigliere SEL ha poi puntato il dito verso l’attuale amministrazione modicana: “il sindaco e la sua amministrazione, per inadeguatezza e sottovalutazione, potrebbero determinare la definitiva perdita dei soldi che spettano alla nostra città, risorse che potrebbero creare nuovi posti di lavoro e sviluppo per le nostre piccole e medie imprese e che per inadempienze potrebbero essere destinate altrove”.

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Carmelo Dipasquale

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