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L’Ars condanna a morte 27 riserve naturali siciliane. Ritenuto Inammissibile emendamento M5S che le avrebbe tenute in vita

L’Ars condanna a morte 27 riserve naturali siciliane. Ritenuto Inammissibile emendamento M5S che le avrebbe tenute in vita
Marzo 02
13:232016

Rischiano la chiusura 27 riserve naturali siciliane, in bilico pure 90 posti di lavoro. Altri disastri si materializzano sulla strada di questa pessima finanziaria. L’Ars ha dichiarato inammissibile un emendamento a firma della deputata Valentina Palmeri, che avrebbe consentito alle Saline di Trapani, di Lampedusa, Isola Bella, Monte Pellegrino e 23 altre convenzionate con l’assessorato Territorio ed Ambiente di poter continuare a sopravvivere. Il fondo attualmente a loro disposizione è stato infatti ridotto del 51 per cento, rispetto a loro fabbisogno e di oltre il 60 per cento alla dotazione del 2015. L’emendamento della Palmeri mirava a reintegrarlo.
Assieme alla sopravvivenza della riserve naturali è a rischio anche il posto di lavoro delle 90 persone che si occupano del loro funzionamento.

“E’ giusto ricordare – afferma Valentina Palmeri – che alcune riserve naturali sono dirette dal WWF, da Legambiente, dalla Lipu e da altri gruppi, contraddistintisi per la buona amministrazione, grazie alla quale è stata tutelata e valorizzata la biodiversità della nostra Isola”.

“Ancora una volta – continua la deputata – mi chiedo su che cosa si voglia puntare in questa isola. L’ambiente è al centro dei problemi globali, ma nel nostro Paese stenta a diventare il centro della politica nazionale e della politica regionale, dove la situazione è drammatica, considerando quello che succede o che, soprattutto non succede, vista la mancanza dei piani e di leggi di tutela del mare, della costa, del suolo agricolo. La Regione, è completamente disallineata dall’Europa e dall’Italia per gestione dei rifiuti, difesa del suolo, urbanistica, sistema delle aree protette, tutela della biodiversità, piano energetico, risorse idriche. La Sicilia è l’unica regione in Italia a non aver approvato una legge sul mare, sulla tutela della costa e sull’uso del demanio marittimo e a non disporre di piani dei rifiuti, idrico ed energetico”.

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